di Iv. Por.
Il varo della Legge di stabilità non li ha di certo rassicurati, ma è la scadenza del versamento Tasi quello che, al momento, li preoccupa di più. Sono i pensionati umbri, che giovedì mattina hanno protestato davanti alla sede dell’Anci Umbria, a Perugia.
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Solidali con Ast e Merloni Un presidio pacifico, che per alcune decine di minuti ha bloccato l’accesso a via Alessi, pensando ai problemi proprio ma anche a quelli che stanno minacciando la sopravvivenza di tante famiglie umbre. Lo striscione «Difendiamo le acciaierie e la Merloni» la dice tutta sullo spirito solidale della manifestazione. «Sono figli e nipoti nostri – spiegano – giovani che hanno famiglia e che, spesso, chiedono a noi di aiutarli. Se tolgono ancora lavoro è la fine».
Troppe tasse L’obiettivo centrale della protesta organizzata da Spi Cgil di Perugia, Fnp Cisl e Uilp Uil è la tassazione troppo elevata che colpisce le fasce più povere della popolazione. «La Tasi ci dà il colpo di grazia – spiega un pensionato perugino – ci costa più di quanto si pagava di Imu e noi di certo non siamo ricchi con le nostre pensioni». Chiedono che i soldi non vengano chiesto sempre a loro. «Ogni anno è la stessa storia: si fanno tante promesse di abbassare le tasse ma poi, se non le mette lo Stato le mettono i Comuni e si cerca sempre da noi. Vadano a chiederli a chi ne ha tanti, per una volta», sbotta una pensionata.
Tagli dei servizi Altro risvolto della crisi è la riduzione dei servizi. «I tagli dei governi a sanità e sociale impoveriscono le nostre città – spiegano -. Anche in Umbria, dove comunque c’è sempre stato un buon livello, rischiamo di finire peggio delle regioni del Sud. I nostri politici se ne devono rendere conto: così perdiamo il senso di società costruito con tanta fatica e tanti sacrifici».
