«Se è vero che le operazioni che porteranno al pagamento del pedaggio sul raccordo Perugia-Bettolle vanno avanti, come è stato confermato ai membri della commissione Urbanistica del Comune di Perugia dall’Anas per bocca di un autorevole dirigente, il Comune di Perugia opporrà una netta contrarietà». Lo rende noto il sindaco Wladimiro Boccali attraverso una nota di Palazzo dei Priori.
Boccali: forte contrarietà «La posizione dell’Amministrazione comunale – afferma Boccali – è che il pagamento del pedaggio sul raccordo comporterebbe un deciso peggioramento della viabilità interna, la quale verrebbe presa come ovvio itinerario alternativo gratuito, penalizzerebbe il turismo e non sarebbe nemmeno giustificato dallo stato strutturale e manutentivo di una arteria per la quale appare difficilmente proponibile un pedaggio. Capitolo a parte, quello che riguarda i residenti nei Comuni interessati dal tracciato, a partire dai pendolari, per i quali un simile ticket quotidiano non è accettabile. Il Comune di Perugia – conclude Boccali – si attiverà con le altre istituzioni, dalla Regione agli altri Comuni, per esprimere la più forte contrarietà a tale progetto».
Brutti: ricorrere al Tar «L’appalto effettuato dell’Anas per pedaggiare la Perugia-Bettolle è un’invenzione normativa. Occorre subito impugnare il bando di gara e presentare ricorso al Tar». Paolo Brutti, segretario regionale e responsabile nazionale del dipartimento Infrastrutture dell’Italia dei Valori, considera inapplicabile il progetto di pedaggiamento dell’arteria che porta al casello dell’A1. «Il pedaggio – sostiene Brutti – può essere richiesto su un raccordo autostradale, ovvero un tratto di strada senza uscite che conduce direttamente al casello, non certo su una strada di grande comunicazione come la Perugia-Siena. Appare grottesco, inoltre, che si chieda l’ennesimo obolo al cittadino senza che in cambio siano stati effettuati lavori di riammodernamento».
Umbria penalizzata Brutti non perde occasione di denunciare il pessimo trattamento riservato all’Umbria dal governo Berlusconi. «A fronte di uno zero assoluto in materia di infrastrutture, con l’Umbria completamente assente dal recente allegato di spesa del Def, ecco arrivarci una nuova tassa per un servizio uguale a prima. Inutile dire le ripercussioni al traffico interno e alla sicurezza che porterebbe il pedaggiamento e la macchinosità della riscossione, con i rilevatori posti ad ogni uscita, dunque, in alcuni casi, a neanche un minuto l’uno dall’altro. Anziché pedaggiare il valico della E45 per i mezzi pesanti che vengono da fuori regione, tassiamo i cittadini che vanno da Ferro di Cavallo a Madonna Alta. Forse – conclude Brutti – è il caso che la Regione alzi la voce e chiami tutte le città interessate a una mobilitazione generale».

