A Passignano non apriranno locali a luci rosse, né ora né mai. Non è un editto vaticano, bensì una delibera bipartisan che chiude le porte all’apertura di locali hard nel comune lacustre. Divieto preventivo, dato che ad oggi simili locali non ci sono.
Paletti rigidissimi La delibera è stata approvata lo scorso 30 dicembre in consiglio comunale e non nega in toto la possibilità di aprire un locale (non potrebbe farlo per legge), ma fissa una serie di paletti che è eufemistico definire «rigidi». Eccone alcuni: night club o lacali ffini non possono aprire nel raggio di un chilometro dal centro storico, da edifici storici, da luoghi di culto e luoghi di cura in genere. Non possono aprire a meno di 500 metri da strutture ricettive, ristoranti e pubblici esercizi. Non possono aprire, cioè, praticamente da nessuna parte. Il consiglio ha inoltre deciso che, in caso di apertura, gli stessi locali dovranno dotarsi a proprie spese di sistemi di videosorveglianza.
Comunità in pericolo La delibera porta la firma dell’assessore al sociale Luca Briziarelli (Pdl) d’intesa con i gruppi di maggioranza e minoranza. I motivi? Sono stati illustrati dal sindaco Claudio Bellaveglia in consiglio: cioè la «sempre più frequente chiusura di night club e locali notturni per fenomeni di prostituzione, spaccio di stupefacenti e riciclaggio di denaro sporco» e la «preoccupazione che anche le locali forze dell’ordine per le conseguenze che l’apertura di simili locali potrebbe arrecare alla comunità passignanese in termini di sicurezza e degrado sociale».

