di Barbara Maccari
Approda in Regione il caso del parco eolico «Cima Le Fienaie» tra i comuni di Città di Castello, San Giustino e Mercatello sul Metauro (Pu), con un’interrogazione dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari. Il progetto, che è ancora in fase embrionale e di valutazione, ha già creato molte polemiche.
La vicenda Ad accendere le luci sul tema è stato Vittorio Sgarbi con un video postato nella sua pagina Facebook, non senza i suoi classici toni coloriti. A segnalare la situazione al noto critico d’arte, già dal marzo 2016, erano state alcune associazioni marchigiane tra cui il «Comitato no Tubo», WWF e «Gruppo d’intervento giuridico Marche», a detta loro «Private sempre dell’accesso agli atti», che da allora, anche per coordinare un’azione sinergica tra le due regioni coinvolte, collaborano con il Movimento 5 Stelle Città di Castello. Il motivo di tante discussioni è la possibile realizzazione di un parco eolico che dovrebbe sorgere tra i comuni di Città di Castello, San Giustino e in località «I Laghi» nel comune di Mercatello sul Metauro (Pu).
L’impianto Il progetto, presentato dalla ditta Ater Srl (Società Alto Tevere Energie Rinnovabili) prevede la realizzazione di un impianto eolico costituito da 5 aerogeneratori di potenza unitaria pari a circa 3,3 MW per una potenza complessiva di 16,5 MW; quattro aerogeneratori saranno sul territorio di Città di Castello, in località «Cima Le Fienaie» ed una turbina sarà localizzata nel comune di San Giustino. L’energia così prodotta verrà trasportata, per mezzo di un elettrodotto interrato prevalentemente lungo la rete stradale esistente, alla cabina di trasformazione, già autorizzata nell’ambito di procedimenti ad altri proponenti, ubicata in località «I Laghi» nel comune di Mercatello sul Metauro, in prossimità alla linea elettrica a 132 kV Città di Castello – Sant’Angelo in Vado.
Comunicazione valutazione Nel sito ufficiale della Regione Marche ed in quello della Regione Umbria, sono apparsi gli avvisi di comunicazione di procedibilità e avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale Interregionale (V.I.A.) del progetto. Il parco eolico che dovrebbe sorgere è quindi ancora in una fase embrionale di valutazione, tanto che del progetto fino a qualche mese fa in Alta Valle del Tevere non se ne sapeva nulla.
Protesta pentastellata Il Movimento 5 stelle di Città di Castello è in prima linea tra coloro che si oppongono fortemente alla realizzazione dell’opera: «Il là è stato dato dal parco eolico di Apecchio (loc. Monte dei Sospiri), realizzato nel maggio 2015, con pale di circa 150 metri, in un turbine di polemiche e ricorsi. Un altro parco, sempre ad Apecchio, è stato ‘affondato’ da un’opposizione serrata delle Associazioni e definitivamente cassato – scrivono in una nota i pentastellati – nel nostro caso pare, le pale, se possibile, saranno ancora più alte, approssimandosi ai 200 mt con le pale alla massima estensione verticale. Tutti questi parchi, è bene sottolinearlo, insistono tutti nella stessa area, al di là di quelli che sono i confini regionali. I movimenti ambientalisti sostengono che più che una ‘caccia al vento’ si tratti invece di una ‘corsa ai finanziamenti’, i soli a rendere appetibile un investimento simile in aree in cui non c’è vento».
Correttezza procedure La questione è arrivata martedì nei tavoli della Regione Umbria con un’interrogazione dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari. Nell’atto i due pentastellati chiedono alla Giunta di sapere «Se sia stato rispettato quanto previsto dalle normative in merito alla possibilità a produrre osservazioni da valutare in sede di procedimento di Via (Valutazione Impatto Ambientale) da parte di soggetti interessati; se siano stati effettuati rilievi anemometrici, per quanto tempo, dove, con quali modalità e se i relativi esiti giustifichino la prosecuzione dell’iter autorizzativo, a maggior ragione considerando gli sprechi di risorse pubbliche derivanti dal fatto che tali impianti sono comunque incentivati dallo Stato; se la Giunta non ritenga improcedibile l’iter amministrativo».
Mancanza di vento In particolare, i consiglieri di opposizione specificano che «L’intensità dei fenomeni ventosi in Umbria appare notoriamente insufficiente all’obiettivo di sviluppare efficienti impianti di produzione energetica alternativa e sostenibile. Inoltre le aree interessate sono tutelate da vincolo paesaggistico e rientrano nel sito d’importanza comunitaria ‘Alp della Luna – Bocca Trabaria’».
Commissione ad hoc Per quanto riguarda il Comune di Città di Castello durante l’ultima commissione consiliare permanente «Assetto del territorio», chiamato in causa sulla questione dai consiglieri Valerio Mancini e Marco Gasperi, il presidente Luciano Tavernelli, alla presenza dell’assessore all’urbanistica Rossella Cestini, si è impegnato a portare il tema parco eolico in un’apposita commissione per analizzare e valutare il progetto. Fase questa che anticiperà l’approdo della questione in un consiglio comunale monotematico.
