«Voi venite da una regione bellissima sotto molti aspetti» tra cui «i secoli di santitò di cui le vostre contrade sono state scenario». Questi due passaggi della parole che Papa Leone XIV ha rivolto ai 6.500 umbri provenienti da tutte le diocesi della regione e arrivati sabato mattina nella Basilica di San Pietro per il pellegrinaggio giubilare regionale.
L’Umbria, sono state le parole del Pontefice, è «il cuore verde d’Italia, con la sua natura rigogliosa; scrigno d’arte, con i suoi borghi e le sue tradizioni; terra di santi e di sante. Ciascuna delle vostre comunità potrebbe raccontare una storia unica in questo senso, evocando nomi ben conosciuti e storie meno note». Guardando la folla di fedeli umbri, il Papa ha poi aggiunto: «Vedervi qui insieme, fa pensare proprio alla bellezza del Corpo di Cristo nella sua variopinta armonia . Ad essa rimandano i panorami delle vostre terre, in cui il creato si fonde con l’opera dell’uomo e arte e natura si richiamano a vicenda».
E poi: «Ma soprattutto – ha evidenziato il Santo Padre – ne danno testimonianza i secoli di santità di cui le vostre contrade sono state scenario: le hanno percorse mistici e penitenti, poeti e teologi, anacoreti silenziosi, donne piene di fede e di coraggio, giovani entusiasti, che di epoca in epoca si sono passati la stessa, stupenda eredità: il Vangelo di Gesù. Sarebbe difficile nominarne alcuni senza trascurarne altri. Voglio però ricordare che, proprio dal loro fiume di bontà, ha attinto ispirazione e forza il giovanissimo Santo che è stato canonizzato domenica scorsa. E questo è importante, perché ci rammenta che il tesoro che abbiamo ricevuto continua a crescere, la vite a fiorire e a portare frutto, il buon mosto a fermentare e a spandere il suo aroma».
A guidare il pellegrinaggio giubilare regionale è stato il capo dei vescovi umbri, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, che ha presieduto la celebrazione eucaristica: «Abbiamo riempito questa grande Basilica Vaticana e questo è motivo di orgoglio per la nostra Umbria». In basilica è stata portata la pianta di ulivo donata al Papa insieme alla brocca di Deruta con olio d’oliva, una simbolica parte dei 400 litri d’olio destinati alle mense seguite dalla carità del Papa.
Durante l’omelia, monsignor Boccardo ha detto: «Come già milioni di pellegrini, anche noi abbiamo varcato la Porta Santa» ma «c’è però anche un’altra porta, quella che si trova dentro di noi e talvolta rimane chiusa davanti a Dio, che ci ama più di quanto noi possiamo amare noi stessi, e che è già lì: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20). Il Giubileo ci invita a spalancare ogni giorno quella porta, perché la nostra vita non si stanchi, i nostri minuti non sembrino tutti uguali e possiamo rinnovare, spontanea e genuina, la richiesta accorata dei discepoli: “Rimani con noi, Signore”».
