«Sono lieto di accogliere i devoti di santa Rita da Cascia, accompagnati dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo. Nel benedire la grande statua della santa, invito tutti, nel prossimo Giubileo della Misericordia, a rileggere la sua straordinaria esperienza umana e spirituale come segno della potenza della misericordia di Dio». Con queste parole Papa Francesco ha salutato i devoti di santa Rita presenti all’udienza generale del 30 settembre in piazza S. Pietro, provenienti dall’archidiocesi di Spoleto-Norcia – la chiesa che ha dato i natali alla santa ‘avvocata dei casi impossibili’ – e da varie parti d’Italia.

La grande statua in piazza San Pietro: fotogallery
Papa Francesco benedice statuta di Santa Rita: fotogallery

La vita Il vescovo Boccardo ha così definito santa Rita: «Ella ha condotto una vita ‘normale’, segnata dalle gioie e dalle sofferenze che accompagnano l’esistenza quotidiana di tutti noi. Per questo ognuno la sente vicina e volentieri condivide con lei il peso e la fatica del cammino di ogni giorno. A lei, riconosciuta potente presso il cuore di Dio, i pellegrini si affidano con viva speranza e ne sperimentano la potente intercessione». L’occasione di questo pellegrinaggio a san Pietro è stata la benedizione da parte del Papa di una grande statua di Santa Rita offerta da un generoso benefattore libanese, che verrà posizionata (il 18 ottobre prossimo) all’incrocio delle vie che conducono a Cascia e Roccaporena.

La devozione Il Libano da tempo ha una forte devozione a Santa Rita. Fautore e promotore nel popolo della ‘terra dei cedri’ di questa devozione è stato l’ordine Maronita-Mariamita. Un devoto in particolare, Sarkis Sarkis, ha offerto la grande statua in marmo della santa, scolpita dal noto artista libanese Nayef Alwan: è alta 6 metri ed ha una base di 2 metri. La mano destra dà il benvenuto ai pellegrini, accogliendoli con una rosa. Dalla mano sinistra si erge, ben visibile, la vite prodigiosa attorniata dai simboli della vita della santa: le api, i fichi e l’uva. Chiara ed evidente è la spina sulla fronte, segno di partecipazione alla passione di Cristo.

Piazza San Pietro Oltre ai molti devoti, all’udienza erano presenti anche diverse autorità civili, nazionali e del territorio dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia: il sottosegretario al ministero degli Interni Gianpiero Bocci, il sindaco di Cascia Gino Emili, i membri del neonato comitato ‘Cascia per Santa Rita’ presieduto da Alfredo Cherubini, il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, di Scheggino, Paola Agabiti, di S. Anatolia di Narco, Tullio Fibraroli, di Vallo di Nera, Agnese Benedetti e di Poggiodomo, Egildo Spada. Non sono mancati rappresentanti dell’ordine Agostiniano: il padre generale Alejandro Moral Anton, il rettore della basilica di Cascia padre Mario De Santis, altri religiosi, una monaca agostiniana di Cascia, in rappresentanza della comunità claustrale che custodisce il corpo della santa. È stato l’arcivescovo Boccardo a illustrare al Papa il progetto della statua e a presentargli una ristrettissima delegazione della città di Cascia, della famiglia dell’offerente della statua e della famiglia dello scultore. «Il Pontefice – riferisce Boccardo – è rimasto impressionato dalle dimensioni e dalla bellezza della statua». I devoti di santa Rita erano riconoscibili in piazza San Pietro da un foulard con su stampata la foto della santa e la scritta ‘I devoti di santa Rita da Papa Francesco, 30 settembre 2015’. A ciascun pellegrino è stato anche consegnato un portachiavi con l’effige di Rita. La statua era posizionata sulsagrato della Basilica Vaticana, al fianco della statua di san Pietro, con lo sguardo rivolto ai fedeli adunati in piazza. Un grande striscione con scritto ‘Papa Francesco ti aspettiamo a Cascia’ era ben visibile in piazza S. Pietro. Infine, comune di Cascia, archidiocesi di Spoleto-Norcia e monastero di Santa Rita hanno pubblicato un piccolo opuscolo dal titolo ‘Cronistoria del monumento a santa Rita: dal Libano a Cascia, un legame indissolubile per diffondere la pace’, distribuito in Piazza S. Pietro.

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