di Iv. Por.
Papa Benedetto XVI lascia il Pontificato. L’annuncio è stato dato dallo stesso Pontefice in latino durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. A dare la notizia per prima è stata l’agenzia Ansa alle 11.46, subito ripresa da tutti i principali media del mondo. Il conclave si terrà a inizio marzo. Come ha sottolineato padre Lombardi, portavoce della Sala Stampa vaticana «avremo un nuovo Pontefice per Pasqua».
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Il peso dell’incarico Bendetto XVI ha preso la parola tra le 11.30 e le 11.40 immediatamente dopo il termine del Concistoro senza alcun annuncio preventivo. Le «forze e l’età avanzata – ha detto Ratzinger – non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero». Il Pontefice ha aggiunto di compiere il gesto per «il bene della Chiesa». Immediatamente si è diffuso stupore e sconcerto per la notizia.
L’audio dell’annuncio in latino (da Repubblica.it)
Il video dell’annuncio in latino (da Corriere.it)
Le parole di addio Le esatte parole pronunciate da Benedetto XVI in latino sono state:
«Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.
Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio».Papa Benedetto XVI Come riporta wikipedia, Joseph Aloisius Ratzinger, è dal 19 aprile 2005 il vescovo di Roma e il 265º papa della Chiesa cattolica. In quanto tale, è sommo pontefice della Chiesa universale, sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice. È stato eletto papa dal conclave il 19 aprile 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II. È il settimo pontefice tedesco nella storia della Chiesa cattolica; l’ultimo era stato Stefano IX (1057-1058). Benedetto XVI compirà 86 anni il prossimo 16 aprile (gli auguri per l’85° compleanno dei frati di Assisi).
Twitter Di recente aveva fatto clamore l‘iscrizione di Benedetto XVI su Twitter, anche se il Papa non ha usato il social network per annunciare le sue dimissioni urbi et orbi. L’ultimo tweet, infatti, è di domenica 10 febbraio e recita: «Dobbiamo avere fiducia nella potenza della misericordia di Dio. Noi siamo tutti peccatori, ma la Sua grazia ci trasforma e ci rende nuovi».
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Papa Benedetto XVI e l’incontro tra religioni: le foto
Frati attoniti Si sono subito raccolti in preghiera sulla tomba di San Francesco i frati di Assisi appena appresa la notizia che Benedetto XVI lascerà il pontificato il 28 febbraio. La comunità religiosa si è detta «attonita e sorpresa». c«Preghiamo per il Santo Padre e per la Chiesa in questo particolare momento storico», ha annunciato una nota della sala stampa del Sacro Convento divulgata da padre Enzo Fortunato. Con i frati ci sono il custode, padre Giuseppe Piemontese, e il ministro generale padre Marco Tasca.
Vescovi umbri: gratitudine Commentando «l’inattesa notizia» i vescovi dell’Umbria per voce del presidente Ceu Gualtiero Bassetti esprimono «al Sommo Pontefice la loro ammirata gratitudine per la generosa testimonianza di amore e servizio a Cristo e alla Chiesa universale resa nel corso dei sette anni di pontificato con la profondità della sua dottrina e la paternità del suo atteggiamento. Sicuri che, come Lui stesso ha affermato, il Papa continuerà a “servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”, sanno di poter contare sulla sua intercessione presso l’Altissimo in favore del popolo cristiano e uniscono alla sua la loro preghiera per la Chiesa universale».
Sorrentino: affetto e vicinanza Il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, fa giungere a Benedetto XVI «affetto, vicinanza e comunione in occasione della sua inattesa scelta di rinunciare all’esercizio del Ministero petrino. Il suo Magistero ci rimane nel cuore. In particolare quello che ci ha lasciato nella Visita ad Assisi del 2007, in occasione dell’VIII centenario della conversione di S. Francesco, e nell’ evento del 27 ottobre 2011 in occasione del venticinquesimo dell’incontro dei leaders religiosi per la pace voluto dal Beato Giovanni Paolo II. Lo ringraziamo anche dell’impulso di comunione che ha dato a questa Città del Poverello con il Motu Proprio “Totius Orbis” che ha inserito le due Basiliche Papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli nella pastorale della Chiesa assisana per un miglior servizio di evangelizzazione. L’elevatezza del suo pensiero, della sua spiritualità e della sua azione pastorale resta ormai nella storia. La scelta da lui compiuta esprime un senso di responsabilità che costituisce un ulteriore motivo di ammirazione. La serenità del suo gesto infonde fiducia, ricordando che la Chiesa è nelle mani di Cristo, e le vicende umane che la contraddistinguono portano sempre il segno della Provvidenza. Eleviamo preghiere, perché lo Spirito di Dio voglia regalare alla Chiesa un nuovo Pastore ugualmente idoneo ad affrontare le sfide del nostro tempo, assicurando al Santo Padre Benedetto XVI la nostra obbedienza fino all’ultimo momento di esercizio della sua suprema autorità, con la fiducia che continuerà ad aiutarci anche dopo, con la preghiera e le maniere appropriate alla sua nuova condizione, a rendere ragione della nostra speranza».
Marini: gesto straordinario e inusuale Secondo Catiuscia Marini «colpisce e merita grande rispetto la scelta di Papa Benedetto XVI di lasciare il Pontificato. In questo momento l’Umbria, terra di San Francesco, ma anche di San Benedetto, due grandi le cui storie di vita sappiamo essere molto vicine al Pontefice, gli sta accanto». Per la presidente «questo straordinario ed inusuale gesto per un Pontefice mostra a tutti noi Papa Benedetto XVI nel suo tratto umano e ce lo rende ancor più vicino». Marini ricorda che «l’Umbria è terra molto amata e più volte visitata da Papa Benedetto» come dimostrato con il ritorno per celebrare i venticinque anni dalla prima Giornata mondiale di preghiera per la pace di Giovanni Paolo II. «Sentiamo su di noi ancora oggi la grande responsabilità del fatto che Assisi e l’Umbria siano stati scelti come i luoghi per rilanciare la grande necessità del dialogo nel mondo – conclude Marini -. È questo lo “spirito di Assisi” che ora, di fronte a questo gesto di così enorme impatto sulle coscienze di ogni credente, ma anche di ogni cittadino, avverto che dobbiamo, noi umbri prima di tutti, saper far vivere, difendere e valorizzare».
Sigismondi: gesto nobile e profetico Si dice «stupito ma non meravigliato» della decisione di Benedetto XVI il vescovo di Foligno, Gualtiero Sigismondi. «Questo gesto nobile e profetico – afferma in una nota pubblicata sul sito della diocesi – compiuto con umiltà e responsabilità, esprime tutta la grandezza dell’uomo, che in questo grave momento non persegue l’interesse personale, ma agisce esclusivamente per il bene della Chiesa. Molti – prosegue Sigismondi – sono i motivi dell’immensa gratitudine che nutro nei confronti di Benedetto XVI: il suo magistero altissimo e illuminato, la sua grandezza d’animo, la forza spirituale con cui ha saputo guidare la Chiesa di Cristo, oltre alla riconoscenza personale per avermi chiamato all’episcopato. Anche questa decisione, certamente sofferta – sottolinea il vescovo di Foligno – conferma il grande amore del Santo Padre per il gregge che gli e’ stato affidato e sul quale certamente continuera’ a vegliare con la preghiera e con la sua presenza discreta. Non ci resta che pregare, in quest’ora, per Benedetto XVI e per la Chiesa tutta – conclude Sigismondi – perche’ sotto la guida dello Spirito Santo possa presto ottenere da Dio ‘il dono di un papa secondo il suo cuore, che illumini il suo popolo con la verita’ del Vangelo e lo edifichi con la testimonianza della vita’».
