di Mau.Troc.
Ancora una cartolina che racconta all’Italia una città preda della violenza, della droga e di traffici illeciti. Una città dove i residenti scappano verso la periferia e i delinquenti presidiano il centro storico. Una città dove i più prestigiosi negozi chiudono e le attività di spaccio pullulano. Una città che perde decoro e studenti, mentre acquista insicurezza. Questa la fotografia scattata da Panorama.
Il sindaco E a questa immagine il sindaco non ci sta. «L’ultima volta che ho avuto un contatto con un giornalista di Panorama risale a qualche mese fa – dice a Umbria24 Wladimiro Boccali -. Questo servizio rende la misura della sciatteria e della superficialità di una certa stampa che preferisce non studiare e dare notizie non reali. La città si è ribellata da tempo a questa immagine. È una campagna che va avanti da tempo non interessata ai cambiamenti e al lavoro che è in corso. A noi invece interessa molto la reazione indignata delle associazioni e la valutazione che da chi legge i dati e registra il cambiamento. Questo tipo di servizi sono meschinità che vanno al di là della libertà di opinione. È l’utilizzo della stampa per lotta politica. La fa Panorama e questo fatto mi indigna come italiano, mi fa incazzare come perugino. Ma sull’autorevolezza e la libertà di certa stampa c’ho messo una pietra sopra». Ma come viene descritta Perugia in questo articolo il cui titolo richiama a Gotham city?
La parabola discendente L’evoluzione negativa della città, il giornalista Riccardo Paradisi, che firma il servizio, la definisce «da manuale», non paragonabile «ad altre città italiane». E cita la realtà di oggi come lontana dalla descrizione di Robert Putnam negli anni Novanta, «città-modello di buon governo municipale nel suo Making democracy work: civic traditions in modern Italy». Il giornalista propone una ricostruzione provando a disegnare l’origine della decadenza «con l’insediamento delle avanguardie di cartelli criminali stranieri s’è arrampicato fino al centro storico. Un centro oggi deserto, spettrale: pochi gli studenti a spasso; corso Vannucci desolatamente vuoto; le saracinesche di negozi e caffè storici come la pasticceria Sandri e il Caffè Medioevo (un tempo polmoni sociali e culturali della città) abbassate». Ad onor del vero entrambi i locali sono prestigiosi e passati a nuova gestione, con Sandri che dopo una chiusura di sette mesi si appresta a riaprire i battenti.
I cartelli Il servizio di Panorama continua con la descrizione della ‘Perugia Gotham city’:«Una guerra della droga in piena regola, cui partecipano le gang sudamericane equadoregne e dominicane, ma che vede soprattutto contrapporsi le mafie nigeriane e albanesi (le prime controllano il traffico di cocaina, le seconde quello dell’eroina) che organizzano lo spaccio e la manodopera di piazza, prevalentemente composta da tunisini. I quali hanno suddiviso e ribattezzato il territorio di Perugia con i nomi dei quartieri di Tunisi da cui provengono». Il quadro si arricchisce di particolari sul noto record delle morti per droga: «Perugia – scrive Panorama – ha il record nazionale di morti per droga: 36 ogni anno. I decessi per overdose sono pari a un terzo del totale italiano; il tasso di utenza ai Sert, i servizi contro le tossicodipendenze, è più alto della media nazionale». Se però per morti per droga si intende morti per overdose i dati del 2012, sicuramente allarmanti, indicano 28 decessi, 13 nel 2013, non a Perugia città, ma in tutta la provincia.
Mercato immobiliare Il servizio di Panorama continua con il calo del mercato immobiliare, con quartieri che hanno conosciuto un tracollo del 30 percento rispetto a una media nazionale del 10 percento. Mentre il dato pubblicato nel servizio, riguardante i delitti, parla di un incremento dell’89% dal 2008 al 2013, facendo sprofondare Perugia al 74esimo posto in classifica tra le 104 città, per tranquillità.
La politica Il problema è anche politico, dice a Panorama, Ernesto Galli della Loggia: «È che non esistono contropoteri che generino una vera competizione politica. Il potere è in mano a cacicchi locali che si sono distinti per mancanza di visione, di cultura politica e capacità di governare i problemi. Si aggiunga una struttura industriale e imprenditoriale gracile e un peso pachidermico dell’impiego pubblico: tutto questo produce autoreferenzialità e immobilismo». Secondo il noto settimanale «L’amministrazione comunale reagisce come può: dalla moltiplicazione delle telecamere, all’impiego straordinario della polizia municipale passando per il rimpatrio forzato di clandestini accusati di spaccio che vengono imbarcati all’aeroporto di sant’Egidio verso il Cie di Taranto in vista dell’espulsione. Ma si tratta di misure tampone».

E perché mai i giornalisti avrebbero dovuto intervistare il sindaco per scrivere l’articolo? I numeri ed i fatti sono ciò che conta, non le stupidaggini che dice il sindaco. Ed i numeri ed i fatti confermano punto per punto il contenuto dell’articolo.
Io sono perugino e non mi incazzo per l’articolo, ma per i disastri che questa amministrazione (e la precedente, a dire il vero) ha combinato.
Come dare torto al giornalista?! Ma il nostro sindaco dove vive? Possibile che non veda, o non voglia vedere, quanto sia cambiata la nostra Perugia negli ultimi 15 anni?! Il centro di Perugia pullulava di gente che viveva la propria città a 360 gradi, cinema, teatri, locali, pub, concerti, cabaret, tutti avvenimenti che rendevano Perugia una delle città più interessanti d’Italia, senza considerare l’enorme quantità di universitari. Adesso invece, pullula di criminali, e non pochi, basta leggere i giornali, anche nostrali (non necessariamente Panorama) per constatare che la nostra città è perennemente in mano ai balordi, i soliti, dagli albanesi ai rumeni, e poi tunisini, algerini e marocchini….scippi, stupri, furti e spaccio, tutti i giorni, sempre la stessa storia. Mi chiedo se il sindaco ha il coraggio di smentire quanto sopra descritto….se è così allora viviamo in due città diverse.
Condivido completamente la visione del giornalista di panorama che descrive in maniera corretta il degrado in cui versa la città di Perugia. Vorrei anche aggiungere il problema della prostituzione ormai presente giorno e notte nelle strada della citta anche non di periferia. È una vergogna che la città, una volta tra le più vivibili d’Italia si ritrovi in queste condizioni.
Da abitante di Perugia condivido completamente la visione del giornalista di panorama. È una vergogna che una città che era tra le più vivibili d’Italia si trovi oggi in queste condizioni
Da abitante di perugia consiglierei ai Perugini di riprendersio il loro meraviglioso centro storico e di abbandonare le abitudini “americane” di frequentare centri commerciali. La fuga dal centro è responsabilità soprattutto dei suoi abitanti. Frequento il centro regolarmente (non solo coso Vannucci) e sono sempre uscito indenne dalle “pericolosissime” serate in città