Solidarietà, coesione sociale e integrazione effettiva. Sono questi i valori alla base della convenzione firmata mercoledì nella sede del Comune di Panicale tra l’amministrazione e Arcisolidarietà Ora d’aria. Al centro del documento la «formazione e le attività di volontariato sociale dei richiedenti protezione internazionale». L’accordo, firmato da Monica Mipatrini, responsabile dell’area finanziaria-personale-sociale del Comune e Franco Calzini, presidente dell’associazione di volontariato, si inserisce nell’ambito del progetto «Emergenza sbarchi 2014» della Prefettura di Perugia. Progetto che assegna ad Arcisolidarietà il compito di occuparsi su scala regionale delle azioni volte a favorire la formazione e l’attività di volontariato sociale di richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria e umanitaria.
Modello umbro Secondo quanto illustrato da Calzini, il «modello umbro» di accoglienza si distingue per la scelta di inserire queste persone (generalmente maschi tra i 20 e i 30 anni) in strutture molte piccole, capaci di ospitare non più di 8 persone. Al Trasimeno poi si è pensato di andare oltre, sperimentando le cosiddette “fattorie sociali”, casolari dove gli ospiti vengono impegnati in tipici lavori di campagna (coltivazione di terreni e allevamento di bestiame). Ma con l’accordo stipulato oggi a Panicale si vuole andare oltre, «lanciando – come è stato spiegato in sede di firma della convenzione – un’iniziativa dal forte significato simbolico».
L’accordo L’accordo odierno assegna ad Arcisolidarietà il compito di individuare a livello locale i soggetti interessati e affiancarli alle squadre operative già organizzate dal Comune di Panicale, destinate alla manutenzione delle aree verdi pubbliche e degli spazi urbani. «Una risposta concreta – spiega l’amministrazione – di coesione sociale al dramma di chi ha abbandonato la propria terra di origine per intraprendere una strada impervia, alla ricerca di una vita dignitosa». Nel 2014 l’Italia ha accolto 100.000 richiedenti protezione internazionale. La provincia di Perugia, dal canto suo, si sta occupando al momento di circa 600 soggetti, una sessantina dei quali assegnati al territorio del Trasimeno e distribuiti tra le quattro strutture presenti (Piegaro in località Cibottola, Magione, Panicale e Tuoro).
