Dieci letti in più per la Geriatria-Lungodegenza, ma che all’occorrenza possono anche salire fino a 24. E spostamento della Chirurgia epatica nella sezione del Santa Maria recentemente ristrutturata e dove già sono stati concentrati i pazienti delle altre chirurgie.
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«Tanti anziani e pazienti dal Lazio» Queste le prime mosse del nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni, Maurizio Dal Maso, che ha varato i primi interventi per tentare di fronteggiare il deficit di posti letto sofferto dal nosocomio. In particolare, nel corso del mese di marzo è stata eseguita un’analisi dei ricoveri da cui è emerso sia «il numero elevato di anziani che richiedono di essere ricoverati, per il quale occorre anche un potenziamento dei servizi territoriali a degenza breve, ma anche un consistente numero di pazienti, anche con patologie importanti che arrivano al Santa Maria dalle province di Rieti e Viterbo».
Discharge room e lungodegenza potenziata Un eccesso di domanda, quello composto da anziani e pazienti provenienti da fuori regione, che ha fin qui «generato letti aggiunti in corsia – si legge in una nota della direzione aziendale – e appoggi in altri reparti, con un ulteriore impegno per operatori sanitari che genera insoddisfazione diffusa». Per questo da lunedì 11 aprile verrà riaperto uno spazio con 24 letti potenziali in cui verranno collocati lungodegenti e dove verrà sperimentata la ‘discharge room’ al fine di accelerare la dimissione di pazienti.
Ora la lente cala sul Pronto soccorso Questo spazio sarà affidato all’unità operativa di Geriatria-Lungodegenza, diretta da Maria Grazia Proietti, che così potrà incrementare la dotazione di circa 10 letti. Questo primo spostamento permetterà di collocare in un’unica sezione, recentemente ristrutturata, il reparto della Chirurgia epatica diretto dal dottor Amilcare Parisi, concentrando i pazienti chirurgici in un unico contesto, con un conseguente miglioramento dell’assistenza ed una ottimizzazione delle guardie chirurgiche. Il secondo intervento messo in cantiere dal dg Dal Maso richiederà qualche mese e interesserà il Pronto soccorso su cui verrà avviata un’analisi dei ricoveri, formazione e pure interventi strutturali per incrementare gli spazi a disposizione dell’Osservazione breve.
