«Dopo la tragedia che ha colpito uno dei dirigenti medici della struttura di Neuro-angioradiologia, l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni ha permesso che la responsabile lasciasse il nosocomio per approdare in altra regione, allettata da un concorso mai indetto nella struttura di Colle Obito. Il risultato è che ora nessun altro medico presente è in grado di svolgere la stessa attività. Quindi, un paziente che accede all’ospedale, al quale viene diagnosticato un aneurisma cerebrale, non può essere trattato e deve essere trasportato a Perugia». Questa la denuncia del consigliere Regionale umbro e Comunale di Terni Emanuele Fiorini della Lega che aggiunge: «Nell’ultimo periodo ho ricevuto numerose richieste di aiuto da parte della cittadinanza rispetto a questa situazione; da alcuni giorni – spiega – non è possibile fare l’esame angiografico che in questi anni ha contribuito a salvare la vita a tanti pazienti con aneurisma cerebrale».
Pronta la replica del direttore generale Il numero uno dell’ospedale ha risposto: «Nonostante gli avvenimenti imprevedibili degli ultimi giorni, il riferimento è alla scomparsa del dottor Nicola Bartolini, la neuro-angioradiologia è operativa, garantisce le urgenze ictus e a breve sarà in grado di garantire anche la gestione degli aneurismi cerebrali, per i quali, in ogni caso, rimane sempre garantita l’opzione neurochirurgica. Il bando per potenziare la struttura con un nuovo neuroradiologo è già stato pubblicato». Secondo quanto riportato dal consigliere della Lega, per ora non sarà possibile rispettare la lista di attesa per gli esami già programmati con impatto negativo anche sul numero di interventi che coinvolgono il reparto di Neurochirurgia. Nella nota stampa Fiorini parla di «mancanza cronica di personale, in particolare quello di anestesia che ha causato la diminuzione delle sedute operatorie, allungando così le liste di attesa per i pazienti, creando un danno economico all’azienda ospedaliera considerando turnazioni insostenibili per il personale interessato». Per queste ed altre criticità segnalate, il consigliere Fiorini chiede di avviare un tavolo di confronto tra l’amministrazione di Terni, la Regione Umbria e i massimi vertici dell’azienda ospedaliera ternana. «Stiamo valutando – avverte il rappresentante del partito di Salvini – anche la possibilità di rivolgerci al ministero della Sanità per richiedere l’invio di una
task force in grado di valutare lo stato di salute del nosocomio ternano».
Ospedale di Terni Ma proprio nel giorno in cui la città Terni e la sua azienda ospedaliera diventano sede di un importante evento, che vede per la prima volta operare un famosissimo chirurgo straniero, Dal Maso a maggior ragione non ci sta ad incassare il colpo: «La nota del consigliere Fiorini evidenzia una disinformazione preoccupante per chi ha compiti istituzionali e l’incapacità di valutare le cose false e prive di fondamento che qualche fonte interna gli ha riferito sullo stato di salute (peraltro ottimo) del nostro ospedale. È in atto un ricambio generazionale. Dal 2017 abbiamo già espletato i concorsi per 10 direttori di struttura complessa e sono già in corso le procedure concorsuali anche per la copertura della direzione delle strutture complesse di Neurochirurgia, Ortopedia, Anestesia e Rianimazione e Urologia ospedaliera, che nel frattempo sono guidate da ottimi direttori facente funzioni, in continuità con il lavoro svolto dagli ex primari, e dove, infatti, non si riscontrano cali né della qualità né della quantità della casistica trattata».
Bandi ospedale «I concorsi per direttori di struttura complessa – prosegue Dal Maso – si possono bandire solo dopo il pensionamento del titolare e non prima. Per quanto riguarda la carenza degli anestesisti, si tratta di una criticità cronica in tutta Italia, dove ne mancano almeno 4mila; in Umbria ne mancano circa 80, e ovviamente anche a Terni. Il problema quindi non è non fare i concorsi, il problema è che mancano gli anestesisti. Grazie al lavoro di quelli in attività, che stimiamo essere sotto organico per almeno 5 unità, il numero complessivo degli interventi chirurgici nel nostro ospedale sarà, nonostante tutto, sovrapponibile a quello dello scorso anno che, ricordo, ha registrato il numero massimo di interventi eseguiti negli ultimi 10 anni. Questo significa che, pur avendo avuto meno sedute operatorie, il numero di pazienti trattati è paragonabile a quello dello scorso anno, perché la nuova organizzazione ha garantito una maggiore efficienza».
