L'ospedale Santa Maria di Terni

«Pretestuose e strumentali». La direzione dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni bolla così le accuse mosse dalle Rsu nel corso di una conferenza stampa. Un lungo comunicato che rimbecca una ad una le accuse dei sindacati riportate dai media locali.

Azienda non in crisi Per la direzione del Santa Maria «il tono drammatico sullo stato dell’Azienda ospedaliera non corrisponde alla realtà dei fatti» poiché essa «continua a rappresentare un punto di riferimento in campo assistenziale, didattico e di ricerca per tutta la comunità umbra e per una quota significativa di utenza extraregionale». Tanto che «i riscontri positivi in campo assistenziale mal si conciliano con una struttura in preda ad un “crollo” strutturale ed organizzativo».

Trattative in stallo Sulla denunciata rottura delle trattative tra direzione e sindacati, denunciata in conferenza stampa dalle Rsu, per l’azienda «si può parlare, non di interruzione di trattativa bensì di una fase di stallo cui, come già sottolineato, non sono estranee dinamiche interne alla Rsu alle quali guardiamo con assoluto rispetto». La critica si spinge a sottolineare che «l’attuale delicata fase di riordinamento dell’assetto organizzativo e funzionale del servizio sanitario regionale, unitamente alla imminente scadenza degli incarichi di questa direzione generale, avrebbero dovuto indurre le citate organizzazioni sindacali ad intraprendere oggi iniziative di confronto con la direzione generale, anche di contraddittorio se necessario, improntate esclusivamente al rispetto di un leale e proficuo principio di collaborazione».

Di seguito il comunicato stampa integrale:

La stampa locale riporta con notevole evidenza i contenuti della conferenza stampa convocata dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) della Azienda Ospedaliera “S. Maria” nella giornata di ieri 12 dicembre 2012.

Nel merito delle questioni sollevate relativamente al personale infermieristico e connotate da una supposta carenza per mancato turn-over, si rappresenta che per l’anno in corso a fronte di 25 cessazioni sono stati assunti 34 infermieri.
La forza di personale infermieristico, che al 1° dicembre 2011 era pari a 651 unità, al 1° dicembre 2012 assomma, come già evidenziato dal Direttore Generale Dr. Gianni Giovannini, a n. 671 unità.

Relativamente agli Operatori Socio-Sanitari (OSS) sono presenti 105 unità su un organico di 109 (nel 2011 la forza era di 103 unità) mentre gli Ausiliari sono ad organico pieno (50 unità su 50 posti).

Nè va dimenticato, relativamente al personale infermieristico, che sono in corso procedure per l’assunzione di 5 ulteriori unità attraverso un bando di mobilità dal quale sono stati già chiamati 10 infermieri.

Per quanto riguarda il personale tecnico di radiologia medica sono state chiamate 3 unità attraverso un bando di mobilità e per il residuo posto libero sono in corso di espletamento le procedure concorsuali.

Relativamente al segnalato problema delle ferie arretrate necessita sottolineare che al 31.10.2012 il personale di comparto (composto da 1116 unità) ha effettuato, nel corso dell’anno, una media di trenta giorni di ferie a testa, il che, escludendo riposi ed assenze per altre cause, evidenzia una gestione fisiologica dell’istituto contrattuale delle ferie.

La gestione dei turni prevede la pubblicazione del programma intorno al 20 del mese e gli eventuali ritardi sono stati sempre riferibili ad eventi contingenti ed imprevedibili, quali comunicazioni all’ultimo minuto di aspettative di diritto o infortuni.

Conseguentemente lo straordinario generato non deriva da una patologia nella gestione del personale bensì dalla necessità, ineludibile, di assicurare il servizio in condizioni di carenze non previste.
In tal senso l’eccesso orario risultante è riconosciuto e regolarmente liquidato .

E’ fatto notorio che i finanziamenti statali su cui la Direzione Aziendale aveva, all’inizio del 2010, programmato gli interventi di parziale riqualificazione logistica e tecnologica della Azienda Ospedaliera non sono stati resi disponibili. Peraltro la Regione Umbria è intervenuta erogando la quota di finanziamento di sua competenza (circa 6 mln) nel corso dell’anno 2011.

E’ di franca evidenza che la mancata disponibilità dei finanziamenti in conto capitale ha impedito la realizzazione di una serie di interventi che, una volta conclusi, avrebbero senz’altro migliorato aspetti rilevanti della logistica e della funzionalità del Presidio Ospedaliero, basti qui ricordare l’adeguamento alle norme antincendio per le quali la Direzione Aziendale ha nel frattempo predisposto tutti gli atti progettuali e di pianificazione e alla cui realizzazione manca soltanto la disponibilità economica.

Purtuttavia la Direzione Aziendale, con una oculata gestione delle partite correnti e utilizzando il finanziamento regionale, ha nel corso del suo mandato provveduto alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio e delle apparecchiature in dotazione, ha implementato i livelli assistenziali con realizzazione di nuovi servizi – basti citare, tra gli altri, la struttura di Chirurgia Urologica Mininvasiva, l’Osservazione Breve di Pronto Soccorso, i nuovi ambulatori ORL, i locali ex sede SPDC, il reparto di Neurochirurgia, il nuovo DH ortopedico, la rete dati aziendale e il Centro Salute Donna – , ha acquisito, ricorrendo allo strumento del leasing, nuove dotazioni tecnologiche, quali ad esempio il Robot Chirurgico, ha realizzato il nuovo manto stradale ed ha appaltato i lavori per il nuovo Centro Dialisi.

Si rammenta quanto sopra esclusivamente per segnalare che il tono drammatico sullo stato della Azienda Ospedaliera S. Maria” di Terni che emerge dalle cronache, semmai inappropriatamente trasmesso in Conferenza Stampa, non corrisponde alla realtà dei fatti. L’A.O. S. Maria continua a rappresentare un punto di riferimento in campo assistenziale, didattico e di ricerca per tutta la comunità umbra e per una quota significativa di utenza extraregionale.

I riscontri positivi in campo assistenziale mal si conciliano con una struttura in preda ad un “crollo” strutturale ed organizzativo.

Con riferimento alla struttura, di cui tutti conosciamo storia e necessità, merita segnalare che anche nel corso del 2012 le operazioni di manutenzione hanno impiegato circa 5 mln di €, cifra in linea con quella spesa nell’anno precedente.

Nel corso dell’anno è stato inoltre indetto un appalto di considerevole entità, grazie al quale gran parte della dotazione di letti dei reparti di degenza verrà rinnovata adeguandola alle esigenze di confort dei pazienti e di sicurezza degli operatori.

Infine qualche ulteriore informazione relativa allo stato delle relazioni sindacali.

Nel corso del 2012 è stato portato a completamento l’iter delle trattative sull’accordo integrativo aziendale con la sottoscrizione del documento sull’orario di servizio e di lavoro per il personale di comparto (siglato il 23.01.2012) e per il personale della dirigenza (concluso nel mese di aprile).

Tali accordi sono stati frutto di un lungo e complesso lavoro istruttorio che è stato compiuto in sede tecnica da una commissione mista tra Azienda e Rappresentanze sindacali sia per l’area del Comparto che per quella della Dirigenza.

La fase successiva è stata caratterizzata da un rallentamento della trattativa sindacale richiesto dalle stesse OOSS in occasione del rinnovo della RSU. Tale vicenda, caratterizzata dalla dimissione del Presidente RSU eletto, avvenuta nel corso del mese di ottobre, si concludeva solo in data 10.12.2012 con la comunicazione (peraltro sollecitata dall’Ufficio Relazioni Sindacali) del nome del nuovo Presidente dell’organismo sindacale unitario.

Pertanto, si può parlare, non di interruzione di trattativa bensì di una fase di stallo cui, come già sottolineato, non sono estranee dinamiche interne alla RSU alle quali guardiamo con assoluto rispetto.

Le circostanziate argomentazioni prospettate da questa direzione  consentono di ritenere – è di tutta evidenza – pretestuose e strumentali  le dichiarazioni delle RSU riportate negli odierni articoli di stampa! L’attuale delicata fase di riordinamento dell’assetto organizzativo e funzionale del servizio sanitario regionale, infatti, unitamente alla imminente scadenza degli incarichi di questa direzione generale, avrebbero dovuto indurre le citate organizzazioni sindacali ad intraprendere oggi iniziative di confronto con la direzione generale, anche di contraddittorio se necessario, improntate esclusivamente al rispetto di un leale e proficuo principio di collaborazione. Ciò, al fine di salvaguardare e tutelare anche nel futuro – a differenza di quanto solamente enunciato –  gli elevati standards qualitativi che caratterizzano l’attuale offerta assistenziale prodotta dai dipendenti del Santa Maria di Terni nonché gli interessi ed i diritti di coloro che ne fruiscono!

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