Una parte del parcheggio dell'ospedale (foto F.Troccoli)

di D.B.

Di sicuro l’offerta non manca, tanto che arriva (o parte) dall’ospedale di Perugia in media un bus ogni sette minuti, per un totale di circa cento corse al giorno. Il problema però è che una buona parte di queste ultime sono vuote. A spiegarlo, giovedì durante la seduta della commissione Urbanistica del Comune di Perugia, è stato il dirigente di palazzo dei Priori Leonardo Naldini durante la seduta in cui sono stati discussi due ordini del giorno con al centro il tema del trasporto nell’area dell’ospedale. Il problema è capire perché sono vuoti: collegamenti che non riescono a servire adeguatamente i cittadini? Scarsa abitudine a usare i mezzi pubblici in una città dove c’è una delle più alte concentrazioni di auto in rapporto al numero di abitanti? Fatto sta che, quale sia la ragione, i bus sono vuoti.

A pagamento? E così è stata approfondita l’idea sulla quale si discute da tempo, ovvero quella di far pagare la sosta per disincentivare i cittadini a raggiungere l’ospedale con l’auto. Ovviamente non tutti pagherebbero. A dover aprire il portafoglio potrebbero essere studenti, docenti, dipendenti, chi arriva per fare un esame ed esentando i degenti e chi li assiste. E sull’ipotesi stavolta, dopo anni di discussione Comune, Università e Azienda ospedaliera sembrano essere d’accordo. Nel corso della giornata di giovedì però si è fatta sentire l’Azienda ospedaliera con una nota in cui prende le distanze dalle parole del proprio ingegnere, Marco Ercolanelli, che ha partecipato alla riunione: «La Direzione aziendale – è scritto – ribadisce anche in questa circostanza che tale soluzione non è mai stata presa in considerazione. La Direzione conferma invece quanto affermato in più occasioni, e cioè di chiedere un confronto con l’Amministrazione comunale per definire un accordo che permetta di effettuare i necessari controlli per disciplinare i parcheggi ed impedire così il mancato rispetto delle norme».

La commissione Tornando ai lavori della commissione, con un ordine del giorno del Pd si chiedeva all’amministrazione di verificare la possibilità di attivare una navetta in grado di collegare l’ospedale alla stazione di partenza del minimetrò, prolungandone così idealmente il percorso. Il costo di un servizio di questo genere però, ha spiegato Naldini, secondo calcoli fatti in passato ammonterebbe a circa 220 mila euro, da sommare a quanto si spende già complessivamente per il trasporto su gomma (oltre cinque milioni). Un qualcosa al momento di «impensabile». «Piuttosto – come ha tenuto a sottolineare anche l’assessore alla Mobilità Casaioli – bisogna rendere il trasporto pubblico competitivo con quello privato perché possa essere efficace ed efficiente».

Serve una revisione L’assessore poi, che ha comunque precisato come in generale l’introduzione di bus più piccoli e meno impattanti sia un obiettivo della giunta, ha anche osservato che «il trasporto pubblico va visto nella sua interezza per tutta la città, ma c’è un problema di tempistiche legate al fatto che la gara regionale per il trasporto pubblico, all’interno del quale sarà presentato il piano complessivo da parte del Comune, non sarà fatta prima di settembre 2016. Per cui per quest’anno si possono apportare correttivi che abbiano una logica, ma che comunque restano miopi rispetto all’azione di più ampio respiro che sarà fatta in sede di gara regionale». Altro obiettivo della giunta è quello di eliminare alche corse che si sovrappongono e potenziare le reti attualmente scarse, a partire dal piano di bacino regionale.

Situazione disastrosa Alla commissione hanno partecipato anche il professor Mariano Sartore, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Perugia, che ha parlato di una situazione «disastrosa» del trasporto cittadino, per risolvere la quale c’è bisogno di una strategia di fondo a partire da una mappatura di quelle che sono le esigenze dei cittadini. In particolare dei bus da e verso l’ospedale ha parlato l’ingegner Marco Ercolanelli, in rappresentanza dell’Azienda ospedaliera, chiedendo una revisione complessiva perché l’assetto attuale «dimostra ampiamente le sue inefficienze, con percorsi troppo tortuosi e troppo pochi fruitori». Sempre giovedì è stato discusso un altro ordine del giorno, stavolta della maggioranza, con il quale si punta alla creazione di una serie di parcheggi intorno al Dipartimento di Medicina con navette verso i reparti. Anche questo odg però, così come il primo, è stato bocciato: i consiglieri infatti, pur condividendo lo spirito di fondo, hanno spiegato che quelle prospettate non sono le soluzioni giuste.

Twitter @DanieleBovi

One reply on “Ospedale Perugia, oltre cento bus al giorno ma molti sono vuoti. Ipotesi parcheggio a pagamento”

  1. Mancano trasporti diretti per chi va in Ospedale.I parenti ed i malati ,sono ansiosi,portano pacchi,non sanno quanto tempo aspetteranno per una visita o per eseguire esami.E’ chiaro che cosi’,tutti si organizzano in proprio o con amici che li accompagnano.La verita’ e’ che l’Ospedale e troppo lontano dai centri abitati,escluso S Sisto.Bisognava li’ mettere un mini metro!

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