Imolo Fiaschini

«Abbiamo mantenuto tutti gli impegni previsti dal piano di riordino dell’ospedale di Narni, che nell’anno ha aumentato sia le attività globali che la complessità dei casi trattati». Così il direttore generale della Asl 2, Imolo Fiaschini, interviene sul futuro del nosocomio tornato negli ultimi giorni al centro del dibattito pubblico a seguito dello sciopero della fame indetto dal vicesindaco Marco Mercuri.

I numeri dell’ospedale di Narni In particolare, il dg Fiaschini mette sul tavolo il confronto tra le prestazioni fornite dal presidio nel 2015 e quelle dell’anno in corso su base tendenziale: «I ricoveri globali hanno fatto registrare un incremento del 3,5 per cento passando da 3.038 casi tratti a 3.126, specificatamente per la Chirurgia generale l’aumento è dell’11,8 per cento, per la Medicina generale del 7,3 per cento e per la Chirurgia ginecologica del 23,2 per cento. L’unica riduzione – si legge nel report fornito da Fiaschini – si rileva in Ortopedia dove si è in calo per il 15,1 per cento, anche se la flessione è dovuta alla riclassificazione ambulatoriale per alcune prestazioni fin qui considerate come ricoveri. Non a caso le prestazioni sono salite da 4.845 a 5.452». E poi: «In crescita il peso medio dei casi trattati, ossia la complessità degli interventi, con la Chirurgia passata da 0,94 a 1,05, l’Ortopedia da 1,32 a 1,44 e la Chirurgia ginecologica da 0,61 a 0,66».

Dopo la chiusura del Punto nascite Il dg dell’Asl 2 prende di petto anche la verifica degli impegni assunti a novembre scorso, quando si è proceduto alla chiusura del Punta nascita: «Il Centro polispecialistico ambulatoriale pediatrico è stato attivato fin dal primo trimestre 2016 con prestazioni ambulatoriali passate da 3.943 nel 2015 a 5.004 tendenziali al 31 dicembre 2016. Entro lo stesso periodo è stato istituito anche il Centro donna fin con prestazioni ambulatoriali passate da 3.059 a 3.346 tendenziali e ad aprile 2016 è stato attivato anche il Centro provinciale di secondo livello per lo screening del cancro del collo dell’utile. Inoltre – va avanti Fiaschini – è stata avviata l’integrazione per la Chirurgia urologica fin dal marzo scorso, mentre è in via di attivazione quella per la Chirurgia della parete addominale e per la Chirurgia flebologica. Formalizzato il protocollo d’intesa tra Università di Perugia e l’azienda ospedaliera di Terni riguardante il completamento di tutta l’attività chirurgica integrata prevista e il futuro avvio delle previste attività formativo-didattiche».

Nevi chiede audizione di Barberini Nelle ultime ore, poi, si è registrato l’intervento del consigliere regionale Raffaele Nevi (Forza Italia) che ha attaccato duramente il vicesindaco e annuncia la richiesta di audizione dell’assessore Luca Barberini in terza commissione: «È straordinario che con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative Mercuri, sostenuto dagli amici di partito Rometti e Chianella, abbia iniziato ad alzare la voce sulla mancata attuazione del piano di riqualificazione dell’ospedale di Narni. Già lo scorso gennaio avevo interrogato l’assessore regionale Barberini evidenziando che, oltre alle mancate attuazione e i ritardi sempre più preoccupanti sulla realizzazione del nuovo ospedale di Narni-Amelia, si era proceduto a chiudere il punto nascita di Narni a fronte della scelta tutta politica di mantenere aperti altri presidi con numeri inferiori come Pantalla. È comunque importante che gli amministratori di Narni si sono finalmente decisi ad alzare la voce anche se solamente adesso (a pochi mesi dalle elezioni), a fronte di anni di silenzio in cui hanno condiviso supinamente le scelte della presidente Marini che hanno fortemente penalizzato il presidio ospedaliero di Narni. Annuncio che questa mattina nel corso della terza Commissione ho chiesto al presidente Solinas di convocare l’assessore Barberini, affinché siano chiariti i tempi di piena attuazione del piano della riqualificazione dell’Ospedale di Narni, sulla cui validità mi aveva fornito garanzie lo stesso assessore Barberini».

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