Struttura terapia Intensiva ospedale Perugia, foto Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

Man mano che i contagi crescono e i posti letto negli ospedali diminuiscono, va attuandosi quel ‘Piano di salvaguardia’, studiato dalla Regione con l’aiuto del consulente Guido Bertolaso, peraltro bersaglio di diverse critiche per l’aspetto specifico dell’accordo con le Marche per l’utilizzo di uno dei moduli dell’ospedale ricavato dalla Fiera di Civitanova Marche. Il punto sul piano è stato fatto, nel corso del briefing settimanale sull’emergenza Covid, dal direttore regionale della sanità Claudio Dario.

La situazione «Al momento – ha detto Dario – siamo al 50 per cento dei posti letto di degenza ospedaliera occupati da pazienti Covid e al 58% per ciò che riguarda le terapie intensive». Sul ‘Piano di salvaguardia’ abbiamo attivato i 14 posti a Branca, i 10 di degenza ordinaria a Terni, così come l’ospedale da campo dell’Esercito a Perugia, mentre quello della Croce rossa a Terni lo sarà nel fine settimana. Per la clinica Porta sole di Perugia si prosegue coi sopralluoghi, mentre Pantalla sta procedendo». Il direttore sanitario della Usl Umbria 1 ha precisato che all’ospedale della Media Valle del Tevere si stia lavorando «per allestire gli ulteriori 50 posti, 40 di degenza ordinaria e 10 di sub intensiva, per monoblocchi specifici, conservando dunque le altre attività ben separate come diabetologia, ginecologia e il centro di procreazione assistita».

Caso Civitanova Dario ha riposto anche sul caso Civitanova, di cui si è occupato il Fatto quotidiano, per il quale Bertolaso sposta pazienti e personale umbro a 150 km indebolendo gli ospedali regionali, con annesso attacco da parte del Movimento 5 stelle e di esponenti del Pd. Nello specifico, a regime si tratterebbe di 10-12 medici, 28 infermieri e 4-5 Oss in caso di pieno utilizzo. Mentre le attrezzature dovrebbero già essere presenti in loco. «La logica – ha detto – quella di un patto di mutua assistenza con le Marche, che c’è stato anche durante ma prima ondata, quando abbiamo ospitato pazienti della provincia di Pesaro. Si tratta di una assicurazione in caso di picchi con la possibilità di fruire di un modulo ma va attivata solo di fronte a un picco. In questo momento siamo in fase di rallentamento e diamo priorità ai posti nella regione nella speranza di non utilizzare mai quell’estintore che teniamo lì appeso al muro. Lo faremo solo se riprende una crescita esponenziale». Gli accordi, peraltro, non sono ancora stati finalizzati con una firma, ha specificato Dario.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.