di Marco Torricelli
È l’ennesimo motivo di polemica, tra l’amministrazione comunale di Orvieto e le opposizioni. Il tanto desiderato casello Nord dell’autostrada, a Ponte Giulio, per servire la zona industriale di Bardano e per alleggerire il traffico pesante sulla città.
La lettera A scatenare l’ennesimo botta e risposta è stata la notizia secondo la quale, con una lettera ufficiale, Autostrade per l’Italia avrebbe comunicato al Comune che non ci sarebbero le condizioni necessarie, infrastrutturali e finanziarie, per la realizzazione del secondo casello. Quello delle infrastrutture secondarie è un tema sul quale, da tempo, Regione, Provincia e Comune si rimpallano le responsabilità; mentre l’aspetto economico è di diretta competenza comunale.
Le polemiche L’ex assessore provinciale Loriana Stella commenta così: «Orvieto, l’Orvietano e tutti noi abbiamo perso un’ulteriore occasione di crescita e di sviluppo. A fine 2008, la società Autostrade aveva messo in bilancio 5 milioni di euro per la realizzazione del nostro casello. La Provincia e il Comune avevano fatto la loro parte» e aveva chiamato in causa l’allora assessore regionale ai lavori pubblici, Giuseppe Mascio che, «su pressione di un consigliere comunale orvietano», non avrebbe voluto firmare il protocollo d’intesa finale «se prima non partiva la variante di Sferracavallo». Un ritardo, forse, decisivo, secondo Loriana Stella: «Altri territori hanno seguito di più i loro progetti, allora ancora non presentati, alla società Autostrade, vedi la nuova uscita A1 di Ferentino (Frosinone) o quelle nelle Marche sulla A16».
Il sindaco Antonio Concina ha subito messo mano al computer: «Ritengo urgente comunicarvi che la fantasia del 1° aprile si è scatenata (grazie forse all’arguzia di qualche nota gola profonda comunale) sull’argomento casello Nord, inventandosi lettere mai scritte della società Autostrade per l’Italia». Secondo il sindaco: «Che le condizioni infrastrutturali ed economiche siano particolari è cosa nota, che da parte di tutti ci sia la necessità di razionalizzare interventi e impegni, altrettanto», ma, in sostanza, «nulla è cambiato nella vicenda casello Nord. Il progetto è vivo e vegeto». Non resta che aspettare.
