Restyling di corsia, day-hospital e ambulatori già esistenti in attesa della costruzione del nuovo padiglione per l’ampliamento della sala di attesa dell’Oncologia medica dell’ospedale di Terni dove, dopo i ritardi tecnici, entro febbraio si conta di arrivare alla pubblicazione della gara per i lavori. A inizio anno, invece, aprirà il Centro clinico di fase 1, che permetterà a pazienti oncologici in cura al Santa Maria di avere a disposizione farmaci sperimentali o trattamenti combinati altamente innovativi non ancora disponibili sul mercato. Sono gli interventi e le strategie messe in campo dal primario Sergio Bracarda, esperto di fama internazionale, dal luglio scorso alla guida dell’Oncologia medica e oggi pronto a fare il punto sulle prospettive del reparto, ma anche sull’agognato adeguamento strutturale.

Sistemazione dell’esistente In particolare, Bracarda spiega che «negli ultimi tre mesi è stato condiviso e approvato dalla direzione aziendale un piano di ristrutturazione degli spazi esistenti, relativo cioè a corsia, day-hospital e ambulatori, che consentirà un’utilizzazione degli spazi più efficace e funzionale. Questa fase dei lavori, che durerà circa 30 giorni, prevede interventi volti a rendere i locali più accoglienti e, soprattutto, consentirà di iniziare a organizzazione flussi e percorsi tramite fasce orarie, con l’obiettivo di ridurre i tempi di permanenza dei pazienti per la somministrazione della terapia».

Nuovi spazi Quindi l’ampliamento dell’Oncologia che è in ritardo e su cui a parlare è il direttore amministrativo del Santa Maria, Riccardo Brugnetta, che imputa gli slittamenti ad alcune «importanti modifiche derivanti dalla relazione geologica, ma una volta ottenuta l’autorizzazione sismica da parte della Regione e avviata contestualmente la procedura di validazione e verifica del progetto esecutivo verosimilmente a febbraio avvieremo la procedura di gara per l’affidamento dei lavori».

Farmaci sperimentali e trattamenti combinati Nella futura sala d’attesa, comunque, ci sarà spazio anche per l’accoglienza oncologica, mentre sono contestualmente al vaglio nuove attività in collaborazione con specialisti del Santa Maria e del territorio e varie associazioni di volontariato, per potenziare e quindi migliorare la presa in carico dei malati oncologici. Ma per il primario Bracarda la vera sfida si chiama «Centro clinico di fase 1, che consentirà ai pazienti in cura a Terni di avere a disposizione farmaci sperimentali o trattamenti combinati altamente innovativi non ancora disponibili».  In «tempi brevi», assicura una nota del Santa Maria, si metterà a punto anche un «programma di formazione continua del team medico, infermieristico e di supporto sui nuovi trattamenti disponibili, vera mission di un moderno reparto di Oncologia», ma intanto «l’attività sperimentale inizierà concretamente da gennaio 2019 e farà dell’Oncologia ternana (non solo medica) un centro di qualità e di riferimento nazionale ed internazionale».

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