Il ricordo di David al People (foto Marta Rosati)

Qualcosa si muove anche sui banchi della politica sull’omicidio Raggi. Dopo che nei giorni scorsi l’avvocato della famiglia ha reso noto il fatto che la nuova legge del governo impedisce alla famiglia del giovane ternano di percepire un indennizzo ministeriale per il fatto che lo stesso David guadagnava oltre 11.500 euro annui, ecco che il Movimento Cinque Stelle porta la questione in Parlamento.

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L’iniziativa Il tutto tramite l’azione del senatore pentastellato Stefano Lucidi. «Ho depositato – spiega il senatore in una nota – una interrogazione parlamentare per chiedere al ministro della Giustizia il numero di persone e di famiglie che ad oggi potrebbero aver diritto di accesso al fondo istituito con la legge 122/2016». L’obiettivo è quello di avere un quadro completo di quanti nuclei famigliari potrebbero accedere a quel fondo, che l’ultima legge ha di fatto ridotto, visto che lo ha accorpato a quello per le vittime di reati di mafia e usura.

I conteggi «Questo dato è molto importante – prosegue Lucidi – sopratutto alla luce di un prossimo incontro al ministero dell’Economia e della Finanza per cercare di capire se ci sono le risorse per aumentare quel fondo. E questo possiamo farlo solo se abbiamo dei dati circa il numero degli aventi diritto. È rilevante allora anche conoscere il numero delle domande ricevute sino ad ora dal ministero».

La soglia Secondo l’ultima legge quindi David Raggi percepiva un reddito annuo superiore alla soglia che garantisce il patrocinio gratuito agli imputati, ossia poco più di 11.500 euro. Proprio questa soglia finisce nel mirino delle contestazioni del Movimento Cinque Stelle. «Chiediamo di conoscere il motivo – prosegue Lucidi – per cui sia stata posta quella soglia di accesso che ha già determinato il rifiuto di indennizzo per la famiglia Raggi di Terni. La direttiva europea alla quale la legge fa riferimento infatti non prevede alcuna soglia. Quella soglia è stata introdotta e votata dal Partito democratico, ora chiediamo al Pd di toglierla».

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