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«Sono una operatrice antiviolenza. Quello che faccio per lavoro poi si riflette nella mia vita. Con queste foto ho voluto raccontare le storie che non raccontiamo mai. Quelle che finiscono bene». Tracce – Libera, respira, sorgi. Si intitola così la mostra di Marta Carlini, ospitata al Caffè Cavour di Terni e inaugurata nel pomeriggio di sabato.

Tre momenti, tre passaggi simbolici, tre verbi che diventano altrettanti inviti a riscoprire se stesse: Free – Libera, Breathe – Respira, Rise – Sorgi. Attraverso gli scatti dedicati a cinque donne, la mostra racconta esperienze personali, frammenti di vita e trasformazioni interiori, affidando a gesti, sguardi e corpi il compito di esprimere ciò che spesso le parole non riescono a raccontare. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tre momenti distinti.

“Free”, rappresenta il tempo dello svuotare, del lasciare andare e del creare spazio per qualcosa di nuovo. Un momento in cui il vuoto non viene inteso come semplice assenza, ma come uno spazio da attraversare e abitare, senza fretta. Perché anche scegliere di restare, talvolta, significa essere libere. “Breathe” è invece il tempo della sospensione, dei non detti e dei cambiamenti che iniziano a manifestarsi sotto la superficie. È il momento in cui qualcosa si muove, in cui si avverte che nulla sarà più come prima: un respiro trattenuto, seguito dalla possibilità di lasciarlo andare. Infine, “Rise” segna il passaggio verso un nuovo inizio. È la consapevolezza di poter riaprire gli occhi, guardarsi intorno e ritrovare la forza di ricominciare. Un invito a riconoscere le proprie possibilità e a tornare a essere protagoniste della propria storia.

«Sono persone che ce la fanno, che stanno con noi, che riprendono in mano la propria vita e rinascono – racconta Marta Carlini -. Tracce, perchè queste persone lasciano un’impronta anche su di noi. Questo è un racconto bello, che manca quando si parla di violenza di genere. Volevo restituire una contronarrazione alla città. Questa mostra deve essere un momento per fermarsi a riflettere che non solo può succedere qualcosa di brutto a tutti noi, ma può succedere qualcosa di bello. Possiamo ricostruirci e andare avanti con la nostra vita, con gli strumenti e con le persone giuste vicino. Perché nessuna si possa più sentire sola e perchè chi non c’è più, da lassù, possa credere che qualcosa sia cambiato davvero». Un lavoro sentito, talmente tanto che l’artista all’inaugurazione non ha nascosto la commozione. Un lavoro che vuole trasmettere un messaggio chiaro di vicinanza e speranza: nessuna donna deve sentirsi sola, nessuna donna è sola, si può rinascere, si può tornare a respirare.

A rendere ancora più originale l’esperienza è il legame tra fotografia e musica. Ogni sequenza di immagini, infatti, è accompagnata da una canzone scelta personalmente dalla donna ritratta. Una colonna sonora intima e autobiografica, capace di aggiungere nuove sfumature al racconto fotografico e di dare voce a emozioni che le immagini custodiscono. La mostra è visitabile fino al 30 novembre.

Romana, classe 1996, Marta Carlini, sociologa di formazione, ha intrecciato la fotografia e il tema della violenza di genere nel proprio percorso di studi. Nella vita quotidiana lavora come operatrice antiviolenza, un’attività fondata sull’ascolto e sui piccoli passi, che le ha insegnato a riconoscere il ritmo di ogni storia e il valore dei dettagli, spesso trascurati. La scrittura è un’altra presenza costante nel suo percorso. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta poetica Della Fragilità (Affiori) e il volume di racconti Anche se non sto gridando (Dalia). Nello stesso anno ha firmato su Cronache&Opinioni una trilogia di articoli dedicati al gender. Da alcuni anni porta i suoi scatti in luoghi e contesti in cui ci sia qualcuno disposto a fermarsi e guardare. A Narni ha esposto Donne in rosso (2018) e Com’eri vestita (2021), due mostre dedicate alla violenza di genere. Nel 2025 ha presentato Dyke March negli spazi di Acrobax, a Roma. In occasione del Transfem Terni Pride 2024 ha curato Corpi, una mostra corale nata dalla volontà di dare spazio anche allo sguardo di altre persone.

Nata nel 1997, laureata in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e giornalista pubblicista, ha iniziato il suo lavoro di giornalista nel 2021 con Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all'attualità, alla politica e alla cronaca, più in particolare nell'area della provincia di Terni. Dal 2024 responsabile dell'audiogiornale Umbria24 Daily, le principali notizie del giorno in pochi minuti.