di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli
Centodieci persone invalide con i familiari al seguito, divisi in due sale di attesa aspettando una visita che doveva svolgersi mesi fa. E’ il panorama di lunedì mattina all’Inps di Perugia. E sarà la stessa cosa fino a fine mese, quando terminerà il forcing che l’istituto ha deciso di mettere in atto per smaltire tutta una serie di pratiche e controlli rimasti in arretrato.
L’Inps non parla Almeno questa è la spiegazione che trapela dagli uffici, visto che ufficialmente l’Inps non rilascia dichiarazioni né sul merito delle visite, né sulla modalità con cui le persone sono state convocate e gestite nella tempistica di attesa. Si vuole vedere prima l’andamento almeno dei primi giorni, si dece. Certo, a sentire chi aspetta, i disagi non mancano.
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Prime visite e revisioni Da quanto è stato possibile apprendere, l’Inps non starebbe effettuando un controllo per scovare eventuali falsi invalidi, bensì la grande mole di visite programmate (tra le 1.500 e le 2 mila) sarebbero molte “prime visite” cioè invalidi il cui diritto a un riconoscimento è stato già vagliato dalle commissioni delle rispettive Asl regionali, che ora devono presentare la documentazione e passare il vaglio dell’Inps. Ma non mancano le “revisioni” cioè le visite scadenzate a cui deve sottoporsi un invalido per vedere se ha ancora diritto alla pensione. «Ma cosa si aspettano – si lamentano le persone in coda – che un invalido al 100% guarisca?». E anche loro devono sottostare al doppio iter Asl-Inps.
Collo di bottiglia Asl-Inps E l’assembramento di utenti sarebbe nato proprio nel collo di bottiglia tra Asl e Inps. Pare che il lavoro delle commissioni Inps sia bloccato dal settembre scorso. Contemporaneamente, alcune delle Asl umbre (soprattutto la Asl 2 di Perugia) sarebbero in forte ritardo nella trasmissione telematica delle pratiche e continuerebbero a spedirle in cartaceo. Così l’istituto deve smaltire ora – dicono entro aprile – tutto l’arretrato. Ma c’è chi si chiede: a che pro tutto questo susseguirsi di visite? Non manca chi ipotizza a un bisogno di rivedere al ribasso molti assegni di invalidità per far risparmiare risorse all’ente. Ne sarebbe prova l’elevato numero di “revoche” in Umbria, che di certo non corrispondono ai cosiddetti “falsi invalidi”. Lo chiederemmo ai dirigenti Inps, ma non vogliono parlare, almeno per il momento.
Gestione code cervellotica E intanto chi ci rimette sono gli invalidi. Il sistema della gestione delle code è quantomeno cervellotico e ha suscitato la rabbia degli utenti: le persone hanno ricevuto una lettera con un orario di convocazione tra le 8 e le 12. Al piano terra il primo filtro con un sistema di numeretti tipo elimina code della Coop. Quindi, cinque numeri alla volta venivano filtrati nell’altra sala di attesa al piano superiore. Qui le commissioni (pare siano sette) chiamano secondo un ordine prestabilito. Quindi capita che chi viene chiamato non sia al piano di sopra perché chi è dopo nell’ordine è giunto prima a prendere il numeretto. Col risultato che la gente rimne ore ad aspettare il suo turno. Tanta rabbia per il tempo perso, per l’assenza di informazioni, per l’esasperazione di dover sottostare a una così lunga burocrazia nonostante l’angoscia della malattia, i lunghi spostamenti, le difficoltà di deambulazione. «Ma non possono farli a domicilio questi controlli?». Continueranno a chiederselo centinaia di invalidi e di loro familiari martedì, mercoledì e per tutto il mese di marzo.


Agli amici di Umbria 24 chiedo ,bene denunciare i disagi ti persone già in diffifcoltà .
MA A QUANDO LA DENUNCIA SULLA MANCATA ATTUAZIONE DA PARTE DELLA REGIONE DEL FONDO NON AUTOSUFFICIENTI ?
L’UMBRIA E’ L’UNICA A NON AVERLO ATTIVATO ,TUTTE LE REGIONI LO HANNO !
POSSIBILE CHE IL GOVERNO NON DA I SOLDI ,COME DICONO I POLITICI LOCALI ,SOLO ALL’UMBRIA ?
HUMMMM….. !