«All’Itts A. Volta di Perugia, nella sede di Piscille, non c’è più spazio per noi studenti, soprattutto a causa del costante aumento delle iscrizioni: due le soluzioni proposte dalla provincia, entrambi vergognose». Inizia così il comunicato-appello della Rete degli Studenti Medi Perugia contro lo spostamento delle classi dell’indirizzo di grafica e comunicazione e grafica e comunicazione con flessibilità sportiva nella sede dell’Ipsia a Olmo. Tanto da coniare l’hashtag #aolmovaccitu
No del consiglio Il consiglio di istituto ha già bocciato la proposta della Provincia, arrivata dopo che la preside Rita Coccia aveva chiesto ulteriori spazi (10 aule e 4 laboratori), a fronte di un forte aumento delle iscrizioni. Questa proposta indicava a Olmo, nell’edificio parzialmente occupato dalla sede distaccata del Cavour-Marconi-Pascal. Ma non è piaciuta all’assemblea di genitori, docenti e studenti.
Inaccettabile «Una struttura inadeguata – spiega la Rete degli Studenti Medi Perugia – ad ospitare un corso di scuola 2.0, dato che mancano LIM, computer e connessione wi-fi e che causa anche notevoli disagi economici e logistici nei trasporti. Un edificio vecchio, che priva gli studenti del loro diritto di fare assemblee e della possibilità di collaborare con gli altri indirizzi come sempre hanno fatto. Ma dall’altro lato c’è una soluzione ancora più inquietante: l’imposizione di un numero chiuso alle iscrizioni già avvenute. In base al voto in comportamento si deciderà chi potrà entrare all’Itts Volta e chi no, un’idea inaccettabile».
Risposte dalla Provincia «Chiediamo risposte alla Provincia su tutta questa vicenda, che mette in luce, una dopo l’altra, le numerose pecche della scuola italiana: edifici inadeguati da ogni punto di vista, forti disparità – dice Melania Bolletta, Coordinatrice di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Perugia – nell’adattamento degli istituti a un’impostazione didattica digitale e nessun riguardo per gli interessi di chi la scuola la vive, tutti i giorni».
Stato di agitazione Intanto per venerdì sono state convocate assemblee coi genitori alle 9 (biennio) e alle 11 (triennio). Il caso coinvolge moltissime persone: basti pensare che gli studenti sono 1.700, 300 tra professori e altro personale più i genitori. Nella giornata di giovedì è partita una lettera di protesta nei confronti degli assessori competenti ed è stato dichiarato lo stato di agitazione, con un forte pressing anche sul versante mediatico.
