©️Fabrizio Troccoli

Oggi sono esattamente 800 anni che ad Assisi, nel luogo del Transito, appena dietro la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, San Francesco chiese di essere adagiato a terra e alla presenza dei suoi frati morì. Aveva 44 anni, le fonti francescane riportano una delle sue ultime frasi prima di spirare, che ancora oggi interroga ogni seguace di Francesco: «Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni». Interpretata in diverse maniere, tra le altre cose, indica la forma pacificata con cui Francesco, sia pur nelle sofferenze corporali, si affidò a ‘Sorella morte’, come anche il messaggio che volle lasciare sull’opera di Dio.

Il luogo del Transito era una sorta di ricovero dove venivano curati gli ammalati e dove anche lui fu assistito negli ultimi anni. E’ probabile che fu adagiato su un tavolaccio di legno prima che il suo corpo fosse adagiato nudo nella povera terra. Prima della morte, si racconta che chiese i mostaccioli all’amica Jacopa dei Sette Soli, che poi sarà sepolta di fronte al santo nella cripta di Assisi, si tratta di dolcetti che Francesco amava, come chiese di cantare il Cantico delle creature e di leggere il Vangelo di Giovanni. Momenti differenti non contenibili in poche ore, ma da intendere com episodi che le fonti francescani avvicinano agli ultimi tempi di Francesco.

Oggi non è soltanto l’ottavo centenario della morte di San Francesco. E non è soltanto la visita del presidente della Repubblica alla presenza del cardinale Zuppi. Il 4 ottobre 2026 segna per l’Italia una ‘nuova’ prima volta: Assisi ospita la prima celebrazione della nuova festa nazionale dedicata al Patrono d’Italia, proprio nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla sua morte. Il 4 ottobre era già una ricorrenza civile dal 1958, dedicata a San Francesco e Santa Caterina, e dal 2026 è diventato nuovamente una festività nazionale vera e propria, con gli effetti previsti per i giorni festivi. La legge n. 151 dell’8 ottobre 2025 ha istituito la nuova festa nazionale di San Francesco, in vigore dal 1° gennaio 2026

È questo il tratto più particolare della giornata che si apre ad Assisi, con Sergio Mattarella alla Basilica di San Francesco per la celebrazione. Il momento centrale è l’offerta dell’olio e l’accensione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia: a compiere il gesto sarà il sindaco di Assisi Valter Stoppini, per la prima volta a nome di tutti i Comuni italiani. L’olio è quello offerto dall’Umbria.

Dopo la celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento parlano il custode fra Marco Moroni e Mattarella. Il Quirinale indica infatti ufficialmente la cerimonia di Assisi come l’appuntamento del presidente per la festa nazionale di San Francesco.

A mezzogiorno, sui maxischermi in piazza, l’Angelus di papa Leone XIV. Nel pomeriggio la giornata torna alla sua dimensione più propriamente francescana, con i secondi Vespri e la processione, dalle 16 alle 18, la benedizione dell’Italia e del mondo e, al termine, il Cantico delle Creature eseguito dalla Cappella musicale della Basilica. La giornata si chiude poi con la messa delle 18.30.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.