di Iv. Por.
Nuovi antibiotici sviluppati dai funghi per scansare il pericolo imminente della “resistenza” che si sta sviluppando in monti batteri e che, secondo il recente allarme della Società europea di Microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid), potrebbe portare ad un milioni di morti nell’Unione europea da qui al 2025. Ci stanno lavorando molti scienziati. E, tra questi, il giovane perugino Fabrizio Alberti, vincitore di un prestigioso premio della Genetics society of America per la sua ricerca Reconstruction of the biosynthetic pathway for the diterpene antibiotic pleuromutilin in the secondary host Aspergillus oryzae.
Ricercatore umbertidese Fabrizio Alberti, di Umbertide, si è laureato in Biotecnologie all’Università di Perugia nel 2009 per poi indirizzare i suoi studi verso la Microbiologia e Scienze delle piante e conseguire un master nel 2012 in Biotecnologia agro-ambientale. Durante questi studi ha trascorso 4 mesi nel laboratorio di Microbiologia molecolare dell’Università di Reading. Quindi ha conseguito un PhD in Scienze biologiche all’Università di Bristol, che sta spendendo nella ricerca sugli antibiotici.
La ricerca premiata Qui ha portato a termine la sua ricerca, che si focalizza su un antibiotico chiamato pleuromutilina che è anche prodotto da un fungo ed è attivo contro il patogeno umano Mrsa capace di resistere a molti altri antibiotici. Per produrlo a costi inferiori, Alberti e i suoi colleghi hanno usato tecniche di sintesi biologica e ingegneria genetica per ricreare un ambiente più adatto a una crescita su larga scala.
