Esplosione nella centrale di Fukushima

di A. B.

Nessuna conseguenza per l’Umbria a causa del passaggio della nube radiottiva di Fukushima. E’ quanto scaturisce dalle prime anticipazioni sui dati monitorati dall’Arpa, che nei prossimi giorni fornirà i numeri dettagliati.

Monitoraggio rafforzato A seguito degli eventi sismici che hanno colpito il Giappone lo scorso 11 marzo e delle conseguenti esplosioni presso la centrale nucleare di Fukushima Daichii, l’Arpa Umbria, nell’ambito della propria partecipazione alla rete nazionale di rilevamento della radioattività ambientale, ha rafforzato l’attività di monitoraggio della radioattività ambientale sul territorio, intensificando il numero di misure sul particolato atmosferico e i rilievi del rateo di dose gamma in aria.

Dati in linea con livelli standard «I dati rilevati – dichiara il portavoce dell’Arpa Fabio Mariottini – confermano che la massa d’aria che ha raggiunto la nostra regione tra mercoledì e giovedì è arrivata talmente diluita da non presentare più tracce di radiazioni». «I risultati degli ultimi due giorni, che saranno resi pubblici in dettaglio dalla dottoressa Sabatini a partire da lunedì prossimo – aggiungono dall’Arpa – sono in linea con i livelli standard rilevati nei giorni precedenti».

Nessuna emergenza Nessuna emergenza dunque in Umbria così come nel resto del Paese. Ciò conferma quanto diffuso nei giorni scorsi dal’Ispra ( l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ovvero che la dispersione dei rilasci di radioattività dalla centrale giapponese, sin dall’inizio dell’evento, ha risentito delle traiettorie dei venti che, su larga scala, hanno interessato prevalentemente l’area orientale e nord orientale, verso l’Oceano Pacifico e gli Stati Uniti.

In Europa allarme solo in Svezia Nel loro movimento le masse d’aria sono andate gradualmente depauperandosi del contenuto iniziale di radioattività, per cui si ritiene che interessando il territorio europeo, hanno avuto una concentrazione di radioattività estremamente bassa, difficilmente misurabile con i normali sistemi di misura. Le suddette concentrazioni sono da ritenersi quindi non rilevanti dal punto di vista radiologico e tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario. Ad oggi è  la Svezia l’unico paese in Europa in cui sono state rilevate tracce di radioattività nell’aria pur considerate dagli esperti molto deboli e prive di conseguenze per la salute.

Arpa – Rateo dose gamma in aria: valori rilevati dopo l’evento sismico

DataRateo di dose gamma in aria
µGy/h
11-mar-110.11+0.02
12-mar-110.11+0.02
13-mar-110.11+0.02
14-mar-110.12+0.02
15-mar-110.12+0.02
16-mar-110.13+0.03
17-mar-110.11+0.02
18-mar-110.11+0.02
19-mar-110.11+0.02
20-mar-110.10+0.02
21-mar-110.11+0.02

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