«Sono profondamente convinto che la ricostruzione della Basilica di S. Benedetto sia non solo un segno doveroso di solidarietà da parte dell’Unione nei confronti della comunità di Norcia e dell’intera Regione Umbria ma anche un’azione emblematica della necessità di ricostruire il patrimonio culturale, sociale e storico del territorio come premessa per la piena ripresa della attività economica nelle zone colpite dal terremoto». Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, scrive all’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo nel giorno di San Benedetto. Intanto il presule è tornato a celebrare in piazza, di fronte alla cattedrale, che proprio l’Ue si è impegnata a ricostruire.

Juncker promette di venire a Norcia Boccardo aveva scritto a Juncker per ringraziarlo dell’impegno manifestato per la ricostruzione della Basilica. La risposta di Junker è arrivata nel primo pomeriggio. «Vorrei confermarLe – ha scritto il presidente della Commissione Ue – che seguo da vicino i progressi relativi alla ricostruzione della Basilica di S. Benedetto e al contributo della Unione Europea a questo progetto…La ricostruzione della Basilica è solo una parte del contributo dell’Unione quale risposta al terremoto che ha colpito a più riprese l’Italia centrale dal 24 agosto 2016…Le sono infine riconoscente per il cortese invito a visitare Norcia. Sarò lieto di recarmi nella Sua città una volta che i lavori di ricostruzione siano avviati, in modo da verificare insieme come la solidarietà concreta tra i popoli dell’Unione europea può lasciare un segno tangibile nella vita delle nostre comunità».

FOTOGALLERY: MESSA IN PIAZZA DOPO IL TERREMOTO
VIDEO: L’OMELIA DEL VESCOVO

Celebrazioni del patrono «San Benedetto è stato un grande ricostruttore. Anche noi dobbiamo ricostruire: le ferite del recente terremoto sono ancora sanguinanti e ci vorrà tempo perché si mutino in cicatrici. In questo percorso, non sempre facile e spedito, l’amicizia e la solidarietà di tanti, però, costituiscono per noi come l’olio della consolazione e il vino della speranza». Le parole dell’arcivescovo Renato Boccardo hanno risuonato nella piazza, di fronte alla facciata della cattedrale tenuta su dall’impalcatura in ferro. Per la festa del patrono di Norcia e dell’Europa, martedì 21 marzo, per la prima volta dal terremoto del 30 ottobre scorso che ha distrutto gran parte dei centri abitati della Valnerina i fedeli hanno potuto nuovamente partecipare alla Messa all’interno delle mura cittadine. Non in una chiesa – gran parte, infatti, sono crollate e le altre seriamente lesionate – ma, appunto, nella centralissima piazza della città umbra dove c’è la statua in marmo di S. Benedetto, «miracolosamente» integra. La sera prima è giunta la “Fiaccola benedettina pro pace et Europa una” benedetta da papa Francesco il 22 febbraio, accesa proprio a Norcia, in mezzo alle macerie della Basilica, il 25 febbraio e poi portata nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles (8-11 marzo).

TORNA LA FIACCOLA BENEDETTINA

Mattina di speranza Dopo il corteo storico, che ha sfilato in Piazza proveniente da Corso Sertorio, c’è stata la messa presieduta dall’arcivescovo e concelebrata dal parroco di Norcia don Marco Rufini, dal priore dei monaci padre Benedetto Nivakoff e da altri sacerdoti diocesani e religiosi. La gente è accorsa numerosa per pregare. Da Trevi sono arrivate anche le monche benedettine di S. Antonio, il cui monastero è in gran parte da demolire. Diverse le autorità presenti, civili e militari: la presidente della giunta regionale Catiuscia Marini, del consiglio regionale Donatella Porzi, prefetto e questore di Perugia, sindaco di Norcia Nicola Alemanno e altri primi cittadini del Comuni che ricadono nel territorio della diocesi di Spoleto-Norcia. Ha animato la liturgia il “Coro S. Benedetto” Città di Norcia diretto da Luca Garbini, con all’organo Andrea Rosati. Di lato all’altare la reliquia del Santo patrono d’Europa contenuta nello splendido reliquiario dorato, che ora è conservato presso il deposito d regionale dei Beni Culturali a S. Chiodo di Spoleto.

Tempo di ricostruzione «Il Santo Patriarca – ha detto Boccardo nell’omelia – è stato un grande ricostruttore. Anche noi dobbiamo ricostruire: le ferite del recente terremoto sono ancora sanguinanti e ci vorrà tempo perché si mutino in cicatrici. In questo percorso, non sempre facile e spedito, l’amicizia e la solidarietà di tanti, però, costituiscono per noi come l’olio della consolazione e il vino della speranza. Ben poca cosa sarebbe – ha proseguito il Presule – la ricostruzione della basilica di S. Benedetto se, nello stesso tempo, non si provvedesse alla ricostruzione interiore dell’uomo e della società. Come cristiani, non vogliamo far mancare a questa “impresa” il nostro contributo generoso e responsabile. E lo facciamo richiamando con forza quell’ideale di umanesimo cristiano che S. Benedetto ha incarnato e che può essere ancora oggi fecondo di frutti. Sentiamo di doverlo fare impegnandoci in una vita seria e coerente, nella promozione della giustizia e della pace, nella ricerca del bene di tutti, nell’accoglienza senza discriminazioni, nell’attenzione fatta di ascolto e di aiuto a chi è nel bisogno morale e materiale».

Stoccata contro sentenze su adozioni «L’eredità benedettina – ha affermato poi Boccardo – non si esaurisce nel quadro storico, seppur importante e decisivo, della nascita dell’Europa e delle sue radici cristiane, ma offre anche all’uomo contemporaneo validi e concreti punti di riferimento in ordine alla vita personale e comunitaria. Non sarà inutile allora, anche per l’Europa di oggi, porsi attentamente in ascolto della sapienza di Benedetto e riascoltare il suo messaggio. E proprio per fedeltà alla persona umana, al suo superiore destino, ai suoi diritti e ai suoi doveri, noi ci attendiamo che quanti reggono le sorti dei popoli si rendano attenti e sensibili a quanto fa bella e buona la vita di tutti, iniziando col promuovere e difendere l’istituzione familiare costituita dall’unione stabile di un uomo e di una donna, aperti ad assumersi la responsabilità genitoriale e ad assicurare ai bambini l’indispensabile presenza di un papà e di una mamma. Anche nel nostro Paese, purtroppo, questi che sono da sempre i principi fondamentali del vivere comune e garantiscono alle giovani generazioni un’educazione sana ed equilibrata, sembrano essere seriamente minacciati, quando il desiderio di qualcuno pretende di essere riconosciuto come diritto garantito dalla legge e quando i tribunali si sostituiscono ai legislatori, esercitando un pressing giudiziario e mediatico che rischia di diventare – o forse è già diventata – una vera dittatura culturale. Non possiamo assistere in silenzio a queste aggressioni sistematiche agli ambiti in cui si forma, cresce e si sviluppa il nucleo più profondo dell’umano, dove bisogna accostarsi semmai con un sovrappiù di rispetto e di prudenza».

Norcia e il Trattato di Roma A Norcia venerdì 24 marzo, nell’ambito delle celebrazioni del 60° anniversario del Trattato di Roma, per volontà di Antonio Tajani, ci sarà una riunione dei presidenti dei gruppi dell’Europarlamento e dei membri dell’ufficio di presidenza. Un ulteriore modo di vicinanza delle istituzioni europee alle popolazioni colpite dal terremoto. «È un’occasione propizia – ha detto Boccardo – affinché quanti sono stati eletti a Bruxelles e a Strasburgo confermino il sogno europeo e si domandino se il progetto che stanno realizzando rimane fedele all’intuizione dei padri fondatori, che hanno voluto edificare l’Unione Europea su una base non individualistica e materialista bensì di ordine culturale e spirituale». Al termine della messa c’è stata la processione col reliquiario di S. Benedetto lungo quelle vie del centro storico riaperte e dunque non più zona rossa.

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