martedì 28 marzo - Aggiornato alle 08:12

Norcia gremita per il ritorno della fiaccola benedettina, vescovo: «Bruci la burocrazia»

Folla di fronte alla statua del patrono, sindaco: «Oggi sopralluogo nella cripta della basilica, è integra». Campanile di legno e fuochi d’artificio

di Chiara Fabrizi

Folla a Norcia per la fiaccola benedettina tornata nella piazza intitolata al santo, dove era stata accesa lo scorso 25 febbraio tra le macerie della basilica. Grande emozione per l’arrivo dei tedofori che da Rieti in staffetta hanno riportato a casa la fiaccola toccando anche Monteleone di Spoleto e Cascia, prima di varcare Porta Romana e percorrere corso Sertorio.

Norcia accoglie la fiaccola benedettina Il lungo applauso riservato alla fiaccola, che quest’anno ha anche raggiunto Bruxelles e il Parlamento europeo, è quello dei nursini che in San Benedetto trovano una delle poche certezze dopo il terremoto che ha distrutto case e lacerato il tessuto sociale. E non è un caso se, dopo l’accensione del tripode, il sindaco Nicola Alemanno particolarmente commosso ha guardato dritto alla statua del santo tuttora al centro della piazza: «Ci siamo interrogati a lungo se in un momento così difficile per la nostra città, con tanti concittadini che ancora non hanno l’abitazione provvisoria in cui vivranno prossimi due tre anni, fosse giusto organizzare celebrazioni solenni. Ma il fatto che la statua di San Benedetto sia illesa, unico monumento della nostra città senza alcun danno, ci ha convinto della opportunità di queste celebrazioni».

Sopralluogo nella cripta Nella piazza segnata dai crolli della basilica e della cattedrale di Santa Maria Argentea, ma anche dalle lesioni del museo della Castellina e della torre civica del municipio, il sindaco ha rivelato: «Oggi pomeriggio insieme ai monaci e ai pompieri abbiamo fatto un sopralluogo nella cripta della basilica, dove non era più entrato nessuno, ed abbiamo scoperto che in larghissima parte è in piedi. Lì nel luogo in cui, secondo la tradizione, sono nati Benedetto e Scolastica c’è anche una piccola statua del santo e anche quella è rimasta in piedi, mentre intorno crollava tutto».

Vescovo: «Fuoco bruci la burocrazia» Accanto al sindaco di Norcia, il vescovo Renato Boccardo che ha invece parlato «del duplice messaggio della fiaccola benedettina che col suo fuoco ci rimanda al calore da tutti vissuto in questi mesi grazie alla solidarietà delle persone, dei popoli e delle istituzioni. Il terremoto ci insegna che per stare in piedi dobbiamo sostenerci l’uno con l’altro e questa è l’occasione di celebrare l’amicizia verso chi non ci ha lasciato soli. Ma la fiaccola benedettina – ha proseguito il presule – è anche il fuoco che brucia e allora da questa piazza auspico che il fuoco bruci le lungaggini burocratiche che rallentano gli interventi e tutto ciò che ostacola la ricostruzione, non soltanto materiale ma anche sociale».

Fuochi d’artificio In piazza San Benedetto anche la vicepresidente della Camera, Marina Sereni: «Domani (martedì, ndr) iniziamo a votare il decreto terremoto che non sarà l’ultimo perché sappiamo di dover dare una risposta adeguata a famiglie e imprese, consapevoli che dopo la gestione dell’emergenza arriva un lavoro anche più impegnativo, quello della ricostruzione». Poi un rintocco suonato dal campanile in legno eretto dai vigili del fuoco di fronte alla basilica, prima dei tradizionali fuochi di artificio che hanno illuminato tutto il centro storico. Martedì si prosegue con la solenne celebrazione eucaristica e  il corteo storico.

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