Riparte il dibattito su Nodo e Nodino con un tavolo di confronto in Provincia. In piazza Italia, presidio del comitato cittadino ‘Sciogliamo il Nodo di Perugia’ per ribadire il proprio no. L’assessore regionale De Rebotti: «È utile, ma al momento non c’è progettazione adeguata, né finanziamenti».

VIDEO – PRESIDIO NO NODINO: «SERVE TRASPORTO PUBBLICO»

L’incontro Alla Provincia di Perugia, nella mattinata di mercoledì 10 settembre, due ore di tavolo di confronto sul tema tra dirigenti di Anas, Regione Umbria, Comune di Perugia e i comuni di Torgiano e Corciano. A promuovere l’incontro, Massimiliano Presciutti presidente della Provincia di Perugia, su spinta di una mozione a firma del consigliere provinciale Filippo Schiattelli: una posizione chiara sulla questione Nodo di Perugia, da parte delle istituzioni umbre. «Noi dobbiamo – ha detto Presciutti – dal punto di vista istituzionale ragionare in termini di opere che metteranno il centro Italia nelle condizioni di avere infrastrutture che ne rendano possibile l’accesso, incrementando la competitività. Se c’è una volontà istituzionale forte, come mi è parso di capire, dobbiamo andare verso una sintesi in maniera veloce, perché le problematiche crescono nel tempo e i disagi sulla viabilità sono sotto gli occhi di tutti. Serve la capacità di guardare avanti e fare uno sforzo di carattere istituzionale importante per condividere veloci soluzioni. La Provincia non vuole sovrapporsi a nessuno ma solo farsi promotrice di un confronto che deve andare verso una maturazione in tempi brevi».

Anas Nel suo intervento Anna Maria Nosari, dirigente di Anas Umbria, ha spiegato lo stato dell’arte dei lavori presenti e futuri: le manutenzioni straordinarie delle gallerie di Pallotta e Madonna Alta e «parlando di Nodo a Ponte San Giovanni si andrà a creare una doppia corsia per tutti i sensi di marcia. Alla fine dell’anno speriamo di andare in gara per assegnare i lavori». Lavori che di certo porteranno disagi ai 60-70mila veicoli che giornalmente attraversano l’Umbria sulla E45 e il raccordo Perugia-Bettolle. Di questi, ha ricordato la dirigente, il 10 per cento è rappresentato da traffico pesante.

Dubbi Ma in piazza permangono i dubbi. Al centro delle perplessità ci sono, tra le altre cose, i dati di traffico forniti da Anas. «Nel giugno 2021 si prometteva una riduzione del traffico giornaliero di almeno il 25 per cento – spiegano Sinistra italiana e Europa verde in un comunicato – ma oggi, nel 2025, la riduzione è già scesa al 20 per cento del traffico medio giornaliero». Le criticità, sottolineano, si concentrano soprattutto nelle ore di punta, per le quali, però, non ci sarebbero dati specifici. Un investimento da 500 milioni di euro per il solo Nodino, e da 2 miliardi per il Nodo completo, è giudicato sproporzionato: «Come si può giustificare un investimento di questa portata basandosi su stime così vaghe e incomplete?» si chiedono.

Impatto ambientale Dal comitato ‘Sciogliamo il Nodo di Perugia’, parla Simonetta Cianetti: «Il Nodo non è la soluzione. Siamo una Regione tra le prime per consumo di suolo e tra le ultime per utilizzo del trasporto pubblico. Ma non perché gli umbri non lo prendono, ma perché non c’è». Solo per il Nodino, infatti, sarebbero necessari 92 ettari di consumo di suolo, ricordano dalla piazza, oltre a migliaia di camion per il trasporto della terra di scavo che graveranno sulle strade urbane, con emissioni conseguenti. «Il progetto mette a rischio anche il bosco di Collestrada, area protetta a livello europeo» ricordano i cittadini. «Le strategie europee entro il 2050 – concludono i promotori del no – ci chiedono quasi di dimezzare le auto. Invece quello che si propone, con un progetto del secolo scorso, è di costruire nuove strade che porteranno più traffico e con ogni probabilità non risolveranno i problemi degli umbri».

Lo studio C’è però una novità che i comitati del no accolgono positivamente: l’iniziativa dell’amministrazione comunale di Perugia, annunciata dall’assessore Pierluigi Vossi. Lo stanziamento di fondi per commissionare uno studio trasportistico dell’intera area di Ponte San Giovanni. Lo studio servirà, infatti, a fotografare i flussi di traffico attuali e futuri, l’impatto dei cantieri in corso e a valutare le conseguenze di ogni intervento su mobilità, ambiente e salute.

Melasecche A favore di Nodo e Nodino, si sono più volte espresse le opposizioni di centrodestra sia al Comune di Perugia, che in Regione. A parlare martedì in Regione, durante l’audizione della dirigente di Anas, è l’ex assessore Enrico Melasecche: «Se finanziato, il Nodo potrebbe essere appaltato già domani. L’iter è stato ormai regolarmente espletato da mesi e manca soltanto il finanziamento per il quale basta, come ribadito dal ministro Matteo Salvini durante la visita in Umbria della scorsa settimana, che i tre enti territoriali si vedano e decidano se procedere o meno. In democrazia gli enti pubblici parlano per atti e da qualche mese assistiamo a una sequela di bocciature formali di mozioni sul Nodo».

Coordinamento A conclusione del confronto in Provincia, l’assessore regionale Francesco De Rebotti ha riconosciuto la necessità di coordinamento. Ma ha anche la mancanza di una progettazione adeguata sul Nodino, oltre al fatto che, al momento, il governo ha spostato i finanziamenti su altre opere. «Il nodo di Perugia – ha concluso – è una emergenza di carattere nazionale utile al miglioramento del collegamento nord-sud. Serve un progetto di viabilità complessivo, stradale e ferroviario».

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