di Chia.Fa.
Due cantieri in altrettante gallerie di Perugia. Se la discussione pubblica sulle infrastrutture viarie intorno al capoluogo è incardinata, come ovvio, intorno ai maggiori investimenti, martedì il nuovo capo di Anas Umbria, l’ingegnere Anna Maria Nosari, alla commissione regionale ha anche annunciato l’imminente avvio di un cantiere da 50 milioni di euro per l’adeguamento della sicurezza all’interno della galleria della Pallotta (Perugia), a cui seguirà l’altro intervento gemello programmato nel tunnel di Madonna Alta (Perugia).
Il primo a partire sarà il cantiere da 50 milioni di euro della Pallotta, dove «i lavori verranno eseguiti nel periodo notturno, inizieranno alla fine del 2025 e avranno una durata di circa due anni», ha detto Nosari, spiegando poi che per il cantiere di Madonna Alta, che vale 23 milioni, «gli interventi verranno programmati per il prossimo periodo estivo del 2026», con modalità di esecuzione che dovranno essere definite, ma considerato l’impatto dei due cantieri sul traffico sarà opportuno verificare e monitorare costantemente anche quelle definite per la Pallotta.
Il capo di Anas in Umbria ha poi fatto il punto sullo stato dell’arte dell’iter burocratico del cosiddetto progetto di raddoppio delle rampe di Ponte San Giovanni, i cui costi dagli iniziali 41-42 milioni sempre riferiti sarebbero lievitati a 57 milioni di euro, come affermato da Nosari in commissione, aggiungendo: «I pareri sul progetto sono stati tutti acquisiti, è stata aperta la conferenza dei servizi in forma asincrona e sono state chieste integrazioni al progetto e la documentazione completa è stata già trasmessa al ministero delle Infrastruttre». Venendo ai tempi ai consiglieri regionali è stata indicata come «data di ultimazione della conferenza dei servizi il prossimo 24 settembre», dopodiché «l’obiettivo – ha detto Nosari – è assegnare sia la progettazione esecutiva dell’intervento che l’esecuzione dei lavori: contiamo di aprire le procedura di gara a inizio 2026, con gli interventi che potranno iniziare a inizio 2027 e dureranno due anni». In altre parole, se tutto andrà secondo i programmi di Anas, il raddoppio delle rampe di Ponte San Giovanni potrebbe essere aperto al traffico a inizio 2029.
Infine, il Nodo di Perugia, su cui Nosari ha sostanzialmente tratteggiato quello che già tutti sanno: il Nodino, ovvero il tratto Collestrada a Madonna del Piano se finanziato coi 550 milioni di euro necessari sarebbe già appaltabile, mentre i tratti successivi, ovvero tra Madonna del Piano-Ospedale e Ospedale-Corciano sono nella fase di studio della progettazione. In particolare, la dirigente di Anas ha spiegato che «per il primo tratto la progettazione è stata finanziata per 8,4 milioni e inserita nel contratto di programma, mentre il secondo tratto è – ha detto Nosari – soltanto un titolo e non ha fondi neanche per la progettazione».
A intervenire l’ex assessore regionale ai trasporti Enrico Melasecche (Lega) che, dopo aver stigmatizzato come alla seduta «sarebbe stata opportuna la presenza dell’assessore al ramo (Francesco De Rebotti, ndr), che era impegnato altrove», ha definito «molto positiva l’audizione» di Nosari. Per Melasecche «emerge in tutta chiarezza la necessità di procedere con l’iter del primo stralcio del Nodo, sui Avs e M5s continuano a manifestare totale contrarietà per ragioni puramente negazioniste e ideologiche, mentre il Pd è in forte imbarazzo per il parere diventato negativo dall’ultima campagna elettorale». L’ex assessore evidenzia che «l’iter è stato ormai regolarmente espletato da mesi e manca soltanto il finanziamento per il quale basta, come ribadito dal ministro Matteo Salvini durante la visita in Umbria della scorsa settimana, che i tre enti territoriali si vedano e decidano se procedere o meno. In democrazia gli enti pubblici parlano per atti e da qualche mese assistiamo a una sequela di bocciature formali di mozioni sul Nodo».
