«No all’interramento del convento carmelitano di Largo Cairoli!» è quanto chiedono a gran voce i professionisti della ricerca storica del ternano. La decisione del Comune di sotterrare per sempre i reperti storici appartenenti al convento ha indispettito molti, tanto che l’ex consigliere comunale Michele Rossi ha lanciato una petizione per scongiurare la perdita del convento.

L’importanza del convento Largo Cairoli, un tempo quartiere di Santa Teresa, si è scoperto essere un luogo di grandissima importanza storica, non solo per i reperti di epoca romana e medievale: i professionisti del settore sostengono anche che il convento carmelitano ivi presente sia non solo il primo convento a Terni, ma anche uno dei primissimi in Italia, voluto dalla riforma di S. Teresa d’Avila. «Noi crediamo che Terni non sia una città ‘di scarso valore archeologico’ come è stata definita! Quindi i ritrovamenti archeologici meritano di rimanere visibili a testimonianza della città di Terni, che, ingiustamente, è stata definita ‘città senza storia’ perché nelle varie epoche, o per cause belliche o per ignoranza o per inadempienza, non ha potuto valorizzare i tesori d’arte sepolti nel suo sottosuolo» hanno dichiarato gli storici in una nota.

La petizione La raccolta firme ha già raccolto numerose adesioni e ora i professionisti di settore aspettano una convocazione da parte della commissione Beni culturali del consiglio comunale. «Tutti noi riteniamo che tali preziosi reperti storici non vadano assolutamente interrati, ma valorizzati e resi fruibili, se vogliamo che i nostri giovani si appassionino all’identità culturale e alla spiritualità di una città che è alla disperata ricerca di una sua ridefinizione culturale, dopo la crisi internazionale della siderurgia che l’ha travolta» dichiarano i professionisti, che chiedono a gran voce, ancora una volta, di non interrare i reperti ma di trovare un modo per valorizzarli così come si farà per quelli di epoca romana.

Le ricerche Tra i professionisti, Donatella Salinetti evidenzia come le proprie ricerche -documentate nel libro ‘Un amore sprecato’- abbiano portato alla luce l’importanza del convento e in particolare della figura di Madre Maria Eletta, come parte della storia del ruolo delle donne nella società: «Terni nel XVII secolo, è stata protagonista del profondo rinnovamento che la Chiesa ha attuato attraverso il coraggio e la forza di donne come Maria Eletta -al secolo Caterina Tramazzoli-, carmelitana di Terni che ha percorso le strade dell’Europa del ‘600. Madre Maria Eletta di Gesù, fondatrice dei Carmeli di Vienna, di Gratz e di Praga, ci ha lasciato una corrispondenza ricchissima che ci permette di conoscere particolari interessanti sulla storia di Terni nel XVII secolo». Le consorelle di Maria Eletta hanno anche redatto un manoscritto che auspicavano di vedere pubblicato proprio per diffondere l’importanza della carmelitana per la storia di Terni e non solo. «Credo che queste donne possano essere considerate come pioniere del ruolo sociale del femminile» conclude Salinetti.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.