Un Natale carico di emozioni e di passaggi simbolici quello raccontato dal vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, nel videomessaggio di auguri diffuso alla vigilia delle festività. Un messaggio nel quale il presule intreccia gli auguri per il Santo Natale con una riflessione personale sul tempo che si apre davanti a lui dopo venti anni di ministero episcopale ad Assisi.

«Per me è un Natale speciale quest’anno – afferma Sorrentino – perché dopo venti anni di ministero qui ad Assisi è arrivato anche per me, in ragione dell’età, il momento in cui dovrò, prima o poi, non appena il Papa me ne darà notizia, lasciare il testimone nelle mani di un altro confratello». Parole che non nascondono la dimensione umana di questo passaggio, vissuto come un momento inevitabilmente carico di affetto e di fatica. «Quando ci si vuol bene e ci si lascia – aggiunge – c’è anche un velo di fatica del cuore, perché si vorrebbe stare insieme».
Il vescovo sottolinea però come la distanza non significhi necessariamente separazione, richiamando il valore dei legami costruiti in questi anni. «Se io vi abbraccio con tutto il cuore e vi tengo nel cuore, anche a distanza si può stare uniti», dice, spiegando che non si allontanerà fisicamente dal territorio. «Vi voglio bene, vi ho voluto bene, ho fatto del mio meglio quando ci sono riuscito e anche quando non ci sono riuscito a farvelo sentire, però ce l’ho messa tutta».
Nel messaggio c’è spazio anche per uno sguardo sereno sul futuro della Chiesa, letto come occasione di rinnovamento. «È bello pensare a questo avvicendamento in termini di novità – osserva – perché è bello lasciare spazio ai più giovani, è bello che la Chiesa cammini con il tempo». Sorrentino definisce quello attuale come l’ultimo Natale vissuto da pastore delle diocesi affidategli, ringraziando le comunità per l’affetto ricevuto: «Sono stati anni tutto sommato belli per me».
Non manca, infine, un pensiero rivolto alle fatiche quotidiane delle persone. «Le fatiche sono all’ordine del giorno di ogni esistenza, anche di quella di un vescovo – afferma – ma io mi preoccupo delle vostre fatiche, cari fratelli e sorelle, e vorrei che davvero questo Natale ve le diminuisse al massimo». L’augurio si allarga alla serenità delle famiglie, alla gioia dello stare insieme e alla speranza per un mondo segnato da guerre e crisi. «In questo mondo davvero devastato da tante guerre e da tanti problemi – conclude – possa sentirsi consolato, possa sentire in questo Bambinello che nasce a Betlemme la salvezza. Gesù è davvero il Salvatore e in lui vi abbraccio e vi benedico».
