di Massimo Colonna
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Ci sono anche ossa umane risalenti al 1600 tra i resti trovati nel pavimento della chiesa di Santa Maria della Rupe, a Narni. E da oggi sono visibili al pubblico grazie al nuovo percorso inaugurato giovedì sera dal sindaco Francesco De Rebotti con i responsabili e i tecnici dell’associazione ‘Narni sotterranea’.

Ossa di monaci Sono presumibilmente ossa di monaci quelle scoperte durante gli scavi che hanno portato alla luce diversi strati nel pavimento della chiesa di Santa Maria della Rupe. Da oggi sono visibili grazie al nuovo percorso inaugurato: si tratta di lastroni di vetro su cui il pubblico potrà camminare sopra per osservare da vicino sia le ossa sia le diverse stratificazioni del pavimento. Si tratta di pezzi che risalgono al 1700, al 1300 e anche 1200. Non solo ossa, ma anche manufatti conservati nella terra e resti di pavimentazione.

Arriva la Rai «La sistemazione con il pavimento di vetro – spiega Roberto Nini di Narni sotterranea – ci è costata 10 mila euro, ricavati tutti dai fondi delle visite in questo sito. Per completare tutta l’opera ne servirebbero altri 15. Vedremo se riusciamo a trovarli, speriamo in qualche sponsor». L’associazione avrebbe già fatto richiesta alla Fondazione Carit, che proprio in questi giorni ha approvato il bilancio. «Nel futuro avremo anche una ricostruzione 3D della chiesa, realizzata dai tecnici di Superquark, mentre il 25 aprile verranno le telecamere della Rai per la puntata prova di un docu-film sulla storia di Santa Maria della Rupe».

Tecnici al lavoro I lavori hanno permesso anche di salvaguardare gli affreschi e diminuire l’umidità del locale, anche grazie alle ricerche portate avanti dallo stesso Nini e da Giulio Faustini, con la collaborazione di Marzia Caciotto, Annamaria Loretani, Irene Castellani, Elisabetta Spoletini e Valentino Filippi. All’evento erano presenti il sindaco Francesco De Rebotti, i vertici dell’associazione Narni sotterranea, e l’ingegner Fabrizio Granaroli.