La decisione approvata in consiglio regionale di consentire a qualunque mezzo a motore di percorrere sentieri e mulattiere dell’Umbria continua a tenere banco nel dibattito politico regionale. Entrano in campo diverse associazioni che scrivono alla Regione e che si dicono pronte a una mobilitazione.
«Scrivo a nome di un gruppo di associazioni – è il testo della lettera inviata alla Regione – sia di carattere professionale che del terzo settore le quali frequentano per professione o per passione le migliaia di chilometri di sentieri di cui la nostra regione è ricca. Rimaniamo alquanto perplessi su tale scelta della Giunta Regionale che sembra andare in netto contrasto con quelle del turismo lento di cui la stessa Regione Umbria è portavoce e
promotrice, ad esempio, il nuovissimo progetto “Umbria Green Holidays” presentato lo scorso 28 dicembre. Crediamo che proprio il turismo lento sia la vera grande ricchezza dell’Umbria. Già al momento attuale – continua -, le scorribande di moto o quad, spesso
con targhe travisate, persino in aree protette, non sono che occasionalmente perseguite e sono regolarmente rimarcate negativamente dagli appassionati di escursionismo e dai clienti che accompagniamo, italiani o stranieri, come esempio palese di inciviltà. Già adesso il piano di calpestio dei nostri sentieri, faticosamente manutenuti dai volontari, sono pesantemente danneggiati dal passaggio di motoveicoli non autorizzati. Possiamo solo immaginare l’effetto di un “liberi tutti” di questa portata che non sembra tenere conto delle logiche di tutela ambientale a cui la regione è demandata ne di sicurezza».
Le associazioni chiedono un incontro urgente per un confronto e un chiarimento e si dicono pronte a una mobilitazione collettiva qualora non vi fossero segnali contrari rispetto alle decisioni assunte.
