Sergio Bonelli

E’ morto a Milano all’età di 79 anni, Sergio Bonelli. E’ stato editore del fumetto Tex e scopritore i Dylan Dog. Il cordoglio dell’associazione umbra “Amici del Fumetto”.

Chi era Nato il 2 dicembre del 1932 a Milano, Bonelli era editore, fumettista, conosciuto all’inizio della sua carriera con lo pseudonimo di Guido Nolitta, che aveva scelto per evitare di essere confuso con il padre Gian Luigi, creatore nel 1948 di Tex Willer. Bonelli, spiega una nota della casa editrice, si è spento dopo una breve malattia a lascia la moglie e un figlio. Sergio Bonelli, rimarca il comunicato, «è  stato il principale artefice del passaggio del fumetto da semplice strumento di intrattenimento popolare a prodotto di dignità culturale, creando, nel corso di una carriera cinquantennale, una delle case editrici di fumetti più importanti del panorama nazionale e internazionale».

Da Tex a Dylan Dog Figlio del creatore di Tex, Bonelli ha preso in mano nel 1957 la casa editrice Cepim, la futura Sergio Bonelli Editore, che tra gli altri ha pubblicato Zagor (1961), Mister No (1975), ma anche Ken Parker, Nathan Never, Martin Mystère, Dylan Dog. Fu lui, infatti, a scoprire Tiziano Sclavi, con cui diede vita all’«indagatore dell’incubo» nell’ottobre 1986.

Cordoglio dall’Umbria L’Associazione “Amici del Fumetto” ha appreso dallo Staff della sua casa Editrice che, nelle prime ore di questa mattina, è morto Sergio Bonelli. «La tristissima notizia – si legge in un comunicato del presidente Gianfranco Bellini – ha colpito l’Associazione in modo improvviso ed ha lasciato gli Amici del Fumetto disorientati e profondamente addolorati. L’Associazione piange la scomparsa di Sergio Bonelli non solo grandissimo editore e sceneggiatore, a cui quest’anno aveva scelto di dedicare la mostra, ma anche grande amico dell’Associazione fin dal 2007 ai tempi di “Dylan Dog a Città di Castello”. Gli Amici del Fumetto, proprio per i rapporti che legavano l’Associazione al Grande Editore, che aveva seguito tutte le fasi di ideazione, creazione e realizzazione definitiva della mostra a lui dedicata, scelgono di continuare l’iniziativa in suo onore con tutto l’affetto, la stima, e l’ammirazione che li ha legati a Sergio Bonelli».

Bracco: grazie di tutto Sergio «La scomparsa di Sergio Bonelli colpisce e addolora molto me e, penso, l’intera Umbria che proprio sabato scorso a Città di Castello gli aveva dedicato una bellissima mostra nell’ambito del Festival del Fumetto». Fabrizio Bracco, assessore regionale alla Cultura, con un messaggio inviato alla famiglia, esprime tutto il cordoglio dell’Umbria per la scomparsa di uno dei più grandi protagonisti ed editori della letteratura disegnata italiana, morto questa mattina, dopo una breve malattia. Tra l’altro gli era stato conferito anche il premio “Poldo a Città di Castello” per la sua vita dedicata al fumetto, ritirato da Mauro Marcheselli. «I trenta volumi editi da Sergio Bonelli “Un uomo, un’avventura” –ha scritto Bracco nel catalogo – rappresentano una sorta di apertura sul mondo e i continenti, quando ancora il mondo sembrava – nel bisogno di emancipazione e di libertà – fatto per essere esplorato, e ancora i continenti parlavano attraverso la diversità, con i loro nomi mitici che scatenavano l’immaginazione, mutuati dai grandi viaggi ed esplorazioni del secolo passato. Coincideva tutto questo, soprattutto in quella “meglio gioventù” degli anni Settanta che aveva scardinato conformismi e false certezze, ricostituendo le basi di un pensiero critico nei confronti dell’esistente, con un bisogno di libertà, che trovava nel viaggio e nel magico risuonare di nomi esotici – intesi come l’Altrove e l’Altro-da-sé – un’espressione fondamentale, in cui l’estetica del tragitto attraverso la differenza di genti e paesi si fondeva con il compito di rompere con il monocentrismo della cultura occidentale e creare le condizioni di una pluralità di centri, fondata sul rispetto e la convivenza delle culture». «Grazie a Sergio Bonelli per tutto quello che ci ha dato – ha concluso Bracco -. Mi piace ricordarlo con una definizione riportata dalla stampa: “un artigianato impeccabile e invidiato in tutto il mondo ed anche la fabbrica della fantasia e dell’intrattenimento efficace».

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