Il vertice di questa mattina a palazzo Donini tra le regioni

Richiesta al governo di predisporre un intervento urgente di ripristino dei danni verificatisi alla parete dello scolmatore dell’invaso di Montedoglio, parzialmente ceduta nella serata del 29 dicembre scorso. Gli interventi devono essere realizzarti in tempi rapidissimi in quanto vi è la duplice necessità di garantire la massima sicurezza l’invaso, e determinare al tempo stesso le condizioni per riportare a regime la disponibilità della risorsa idrica. E’ quanto hanno convenuto le due regioni, Umbria e Toscana, al termine del vertice svoltosi nella mattina di lunedì a Perugia, a palazzo Donini, convocato e presieduto dalla presidente Catiuscia Marini, cui hanno preso parte gli assessori regionali della Toscana, Salvadori e Bramerini, e dell’Umbria, Cecchini e Rometti, presente anche il direttore dell’Ente irriguo Umbro Toscano, Diego Zurli.

La relazione di Zurli E’ stato il direttore Zurli a svolgere una ampia comunicazione sia sull’incidente, che sullo stato attuale dell’invaso, degli interventi da effettuare e della futura gestione della risorsa idrica attualmente disponibile, che è pari ad oltre 80 milioni di metri cubi, più della metà della capacità della diga.

Lettera a Galan e Matteoli Entro la giornata di martedì sarà predisposta una lettera congiunta delle due regioni che sarà inviata ai ministri dell’agricoltura e delle infrastrutture, Giancarlo Galan e Altero Matteoli, al fine di avere risposte certe in vista dell’incontro del prossimo 18 gennaio, che era già stata fissato in precedenza tra le regioni ed i due ministri per discutere del nuovo assetto istituzionale dell’Ente irriguo.

Emergenza rientrata Nel corso dell’incontro è stato ribadito come attualmente sia del tutto rientrata l’emergenza e che la diga è rientrata nell’ambito della vigilanza ordinaria. Inoltre è stato sottolineato come, subito dopo il verificarsi dell’incidente, tutto il sistema di protezione civile si sia attivato nei tempi stabiliti dimostrando un alto grado di efficienza.

Nessun problema per la distribuzione dell’acqua Per ciò che riguarda la gestione della risorsa idrica disponibile è stato affermato che nella fase transitoria, pur in presenza dei lavori che dovranno essere effettuati, non vi saranno problemi per tutto l’anno in corso sia per l’utilizzo dell’acqua per scopi idropotabili che irrigui.

Preoccupazioni in caso di tempi lunghi Preoccupazioni sono invece state manifestate se dovessero allungarsi i tempi di realizzazione dei lavori di riparazione. In una situazione di incertezza e di protrarsi dei tempi sarebbe difficile una corretta programmazione a medio termine dell’utilizzo dell’acqua. Vi sarebbe, inoltre, anche il rischio di un allontanamento anche dei tempi di esecuzione di altri lavori che l’ente irriguo ha già in cantiere ai quali è strettamente collegato l’allargamento dell’utilizzo delle acque dell’invaso sia a scopi irriguo che idropotabile per altre aree delle due regioni.

Brutti: peggio del Vajont «Sotto il profilo strutturale il crollo della diga di Monte Doglio – dice invece il consigliere regionale dell’Idv Paolo Brutti – è peggio del disastro del Vajont. Non certo per il tragico esito di morti ma perché neanche in quella terribile catastrofe cedette la struttura portante. Di incidenti del genere – dicono gli esperti – non se ne vedono al mondo e questo implica responsabilità gravissime nella gestione dell’impianto». «Vanno immediatamente individuate – dice poi il responsabile nazionale dell’Ambiente dell’Italia dei Valori – colpe e inadempienze: la fortunosa assenza di vittime non attenua i pesanti disagi che si ripercuoteranno negli anni a venire sull’assetto idrico umbro, con gravi conseguenze per la nostra agricoltura e i livelli del Trasimeno. Occorrerà molto tempo prima che la situazione torni come prima». «E’ bene ricordare – conclude il consigliere – che le grandi pareti delle dighe vengono generalmente tarate per sopportare carichi ben al di sopra del massimo consentito. Anche per questo il cedimento strutturale risulta inammissibile».

Giovedì incontro tra le Coldiretti di Arezzo e Perugia Sul fronte dei danni all’agricoltura intanto Coldiretti Perugia e Coldiretti Arezzo giovedì prossimo organizzano un incontro a Sansepolcro con i dirigenti dell’associazione agricola delle aree interessate dal crollo che ha riguardato la diga di Montedoglio. «C’è forte preoccupazione infatti – spiega Coldiretti Perugia – per i danni subiti dalle aziende agricole della zona, ma anche sugli effetti negativi che l’incidente potrà generare agli usi irrigui nel prossimo futuro. L’incontro di giovedì – conclude Coldiretti Perugia – ha l’obiettivo di porre le basi per un coordinamento tra le federazioni Coldiretti, in merito agli atti da porre in essere anche nei confronti dell’Ente Irriguo Umbro Toscano».

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One reply on “Montedoglio, vertice tra Umbria e Toscana: chiesto l’intervento del governo. Il 18 summit con i ministri”

  1. l’EIUT, (Ente per l’Infinito Utilizzo dei Trombati) non se la può cavare dicendo “lo Stato deve trovare i soldi!”
    Intanto NESSUNO ci ha detto l’attuale composizione di tale entche, giudicando dai risultati, dovrebbe essere classificato fre q…uelli inutili, chiuso e sostituito da un commissario unico.
    NESSUNO ci ha detto se la ditta esecutrice dei lavori – la ormai famigerata IMPREGILO, già COGEFAR – abbia prestato adeguata, valida ed attuale FIDEJUSSIONE per l’opera eseguita.
    NESSUNO ci ha detto se siano stati raccolti provini per verificare la bontà del calcestruzzo o se i ferri utilizzati per le armature fossero lisci.
    Abbiamo solo tante belle dichiarazioni – fra cui molte in conflitto di interesse, come quella del costruttore, la lettera aperta di Ilvano Rasimelli, ecc. – che realizzano la specialità olimpica nazionale: LO SCARICABARILE.
    A valle della diga di Montedoglio dormono più persone che in tutta l’Australia Nord Occidentale devastata dalle alluvioni.
    Si aspetta il morto per fare qualcosa???

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