Un ufficio postale

di Chiara Fabrizi

Il Tar del Lazio dà ragione al Comune di Montecchio e annulla la chiusura dell’ufficio postale della frazione di Melezzole. Si tratta della prima sentenza dei giudici amministrativi sul piano di razionalizzazione varato da Poste Italiane nel 2015 e che per l’Umbria ha messo in cantiere anche la chiusura degli uffici postali di S.Egidio (Perugia), Annifo e Capodacqua (Foligno), Collazzone, Castel Ritaldi, Villastrada (Castiglione del Lago), Capitone (Narni), Sugano (Orvieto) e Collestatte (Terni). Tutti i Comuni in questione insieme alla Regione, intervenuta anche nel procedimento vinto da Montecchio, hanno presentato ricorso al Tar e sono in attesa di sentenza. Ma andiamo con ordine.

La sospensiva che ha congelato le chiusure

Annullata la chiusura delle Poste di Montecchio La Terza sezione ha considerato fondato il ricorso presentato dal Comune della provincia ternana con 1.700 abitanti, di cui 294 perlopiù anziani residenti nella frazione di Melezzole, il cui ufficio postale serve altre due frazioni: «Il piano prevede – rilevano i giudici – la soppressione di uffici postali ubicati in comuni rurali e montani con più di due uffici postali e con rapporto abitanti per ufficio postale inferiore a 800, ma la scheda di sintesi riporta che il comune ha due uffici e 862 abitanti per uffici per cui se ne ricava che detto piano non contiene previsione lesive ma al contrario farebbe salvi quei comuni che hanno due soli uffici postali i quali servono oltre 800 abitanti». Come nel caso di Montecchio che, in caso di chiusura totale della filiale Melezzole, resterebbe con un unico ufficio per tutti i residenti.

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La sentenza del Tar del Lazio Più in generale, poi, il collegio dei giudici (presidente Lo Presti, consiglieri Francavilla e Verlengia) nella sentenza depositata giovedì pomeriggio mette in chiaro «che la chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici postali e, soprattutto, senza ponderare il pregiudizio alle esigenze degli utenti derivante dalla chiusura dell’ufficio individuando valide soluzioni alternative, a tutela della coesione sociale e territoriale». Poi il Tar del Lazio, nelle motivazioni della pronuncia, bacchetta anche Poste Italiane: «Il provvedimento di chiusura permanente è illegittimo per difetto di motivazione che si riscontra anche nella nota impugnata, la quale prescinde da qualsiasi esame del caso specifico, tanto da poter essere utilizzata per la chiusura di uffici postali di qualsiasi Comune del territorio nazionale, così come la scheda di sintesi che non offre adeguata motivazione, limitandosi a contenere dati relativi al singolo ufficio postale i quali, alla luce delle previsioni del piano non conducono alla necessaria chiusura dell’ufficio».

Bartolini: «Pronuncia molto importante» Inutile dire che la pronuncia del Tar del Lazio è stata accolta con soddisfazione a Montecchio ma anche in Regione che proprio in queste ore, si legge in una nota, stavano provando ad iniziare una trattativa per una diversa organizzazione dei servizi che doveva superare i provvedimenti di chiusura di alcuni uffici postali in Umbria. Se la stessa sentenza arriverà anche per gli altri Comuni è presto per dirlo, ma l’impressione è che il perimetro normativo possa imporre valutazioni caso per caso. Nell’attesa è inevitabilmente positivo il commento dell’assessore regionale Antonio Bartolini: «È una sentenza molto importante perché – rileva – il Tar ha affermato senza mezzi termini la legittimità e le giustezza delle posizioni assunte dal Comune di Montecchio e dalla Regione, riconoscendo principi che come ente e con Anci Umbria abbiamo sempre affermato. Adesso ci attendiamo che analoghe sentenze vengano emesse anche nei confronti dei ricorsi presentati dagli altri Comuni umbri e che dunque la situazione torni alla normalità con il proseguimento delle attività negli uffici postali che sono coinvolti. Nel frattempo la Regione conferma comunque la volontà di proseguire il confronto con Poste Italiane per giungere ad una organizzazione condivisa ed efficace dei servizi che metta al centro gli interessi dei cittadini e non soltanto quelli economici di un azienda».

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