È iniziata in questi giorni a Montecchio la sesta campagna di scavi archeologici alla necropoli del Vallone di San Lorenzo. Le attività, che proseguiranno fino ai primi giorni di agosto, coinvolgono una trentina di archeologi tra ricercatori e studenti italiani e statunitensi, questi ultimi partecipanti al programma accademico internazionale ‘Montecchio Archaeology Field School’.
Montecchio L’intervento è condotto su concessione del Ministero della cultura e si avvale di una stretta collaborazione istituzionale tra Comune, Soprintendenza archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, con il referente scientifico Luca Pulcinelli, l’Università degli Studi di Perugia, la Kent State University dell’Ohio (Usa) e l’associazione culturale Acqua. «Dal 2017 – spiega il sindaco Federico Gori – il sito, che è una delle aree sepolcrali più significative dell’Umbria preromana, è interessato da campagne sistematiche che hanno progressivamente ampliato la conoscenza della necropoli restituendo un quadro sempre più articolato di una comunità attiva tra il VII e il V secolo a.C., dedita all’agricoltura, ai commerci e inserita in una rete di relazioni culturali e materiali con altri centri dell’Italia centrale».
Gli scavi Le attività sul campo sono supportate da una equipe multidisciplinare, composta da restauratori, paleopatologi, genetisti e archeozoologi, con l’obiettivo di ricostruire in modo più completo le dinamiche storiche, culturali e biologiche delle comunità che scelsero quest’area come luogo di sepoltura. I risultati più rilevanti delle ultime campagne saranno presentati a novembre, nel corso di un convegno internazionale che si terrà a Montecchio e che vedrà la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti di etruscologia e antichità italiche. «Investire nella ricerca archeologica non è solo un impegno culturale, ma una scelta strategica. La necropoli del Vallone di San Lorenzo rappresenta un patrimonio straordinario – conclude – che stiamo riscoprendo e condividendo con il mondo grazie alla passione e alla competenza di una rete di eccellenze. Montecchio guarda al futuro, partendo dalla sua storia più antica».
