Una carrozza del Minimetrò (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Una sperimentazione che rappresenta anche una sfida “culturale” in una città – Perugia – da record europeo per tasso di motorizzazione. Dal 4 e 5 luglio all’1 e 2 agosto – per cinque weekend – il Minimetrò rimarrà aperto ogni venerdì e sabato fino alle 1.45; della sperimentazione si è parlato martedì a Palazzo dei Priori nel corso di una conferenza stampa tenuta dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, da alcuni assessori e dal neo amministratore unico di Minimetrò, Andrea Mazzoni.

Sperimentazione Un mese in cui la città sarà animata da grandi eventi, come L’Umbria che spacca e Umbria Jazz, festival per il quale come negli anni scorsi le carrozze d’argento viaggeranno tutti i giorni fino alle 1.45. Grandi eventi ma non solo. Perugia sarà animata anche dal cartellone di appuntamenti estivi e da quelli che la Minimetrò ha in programma insieme a Edicola 518, al Teatro di figura e a Radio Glox: «Il Minimetrò – ha detto Mazzoni – deve anche veicolare l’arte e trasportarla». Nessuna novità invece per quanto riguarda il biglietto, che costerà sempre 1,50 euro, mentre il varco della Ztl potrebbe tornare in via Masi.

Un momento della conferenza stampa

Investimento Se il prolungamento per tutti i giorni di UJ fa parte del contratto di servizio e non rappresenta una spesa aggiuntiva, la sperimentazione per i cinque weekend rappresenterà invece un costo in più: «Per noi – ha detto la sindaca – è un investimento per riconnettere la città a un sistema non sfruttato a sufficienza; nella nostra idea è il vettore principale e stiamo lavorando per spostare anche tutti i bus turistici a Pian di Massiano». In futuro, poi, il Minimetrò dovrà essere strettamente integrato anche con il Metrobus. Comune e azienda si aspettano comunque ricavi superiori ai costi.

MINIMETRÒ, BILANCIO 2024 IN ROSSO

Molti tentativi Negli anni scorsi sono state tentate diverse sperimentazioni, senza risultati esaltanti. Nel 2017 l’impianto è stato tenuto aperto ogni sabato a giugno e a luglio fino alle 1.45, con una media di meno di mille passeggeri; sperimentazione simile è stata fatta l’anno dopo, con una spesa aggiuntiva sempre di 30mila euro. Misure che, anche per i costi, non sono mai diventate strutturali nonostante le ipotesi fatte. La giunta Ferdinandi, che proprio martedì “festeggia” un anno dalla vittoria del 2024, ci riprova. I commercianti, come spiegato dall’assessore Andrea Stafisso, saranno coinvolti in modo maggiore e, oltre a una serie di iniziative, potrebbero essere comunicate anche aperture serali. Stessa opera di sensibilizzazione viene fatta sul mondo dell’associazionismo culturale.

MINIMETRÒ CHIUSO DOMENICA PER MANUTENZIONE

Un cambio In generale il messaggio che la giunta vuol far passare è che esistono altri modi – oltre alle auto che finiscono per intasare il centro con la sosta selvaggia – per raggiungere l’acropoli: «Questo è l’inizio di un percorso – ha detto l’assessore alla Mobilità Pierluigi Vossi – per invertire la piramide riportando l’essere umano davanti a tutto. L’obiettivo, non utopico, è far diventare questa sperimentazione qualcosa di strutturale». Per far cambiare abitudini ai cittadini servirà anche una comunicazione migliore e maggiore, fronte sul quale la giunta si impegnerà fin dai prossimi giorni. In futuro poi bisognerà lavorare anche su una maggiore flessibilità in termini tariffari e sugli sconti, così da rendere il Minimetrò più competitivo anche rispetto ai parcheggi dove, Mercato coperto escluso, la sosta dalle 20 alle 2 costa due euro; un calcolo che le famiglie, in tempi di ristrettezze, stipendi al palo e dopo anni di inflazione galoppante, fanno eccome.

La Regione «Per la storia del Minimetrò – ha detto Mazzoni – siamo davanti a crocevia, c’è da fare un cambiamento culturale profondo». E un cambio di passo viene chiesto anche alla Regione. Da oltre un decennio, sotto giunte di diverso colore, Minimetrò e Comune hanno provato a ottenere più risorse nell’ambito della ripartizione del fondo trasporti, sottolineando la centralità dell’impianto anche in ottica regionale. Il risultato è che nell’ultimo anno c’è stata una lieve decurtazione rispetto al mezzo milione stanziato in passato. «Porteremo la nostra richiesta alla Regione – ha assicurato Vossi – di inserire il Minimetrò fra i sistemi di trasporto essenziali». «Va valorizzato – gli ha fatto eco Mazzoni – anche in ottica regionale, dandogli centralità nel fondo trasporti». Più «equità» poi viene chiesta anche riguardo le tariffe: con il sistema del biglietto unico, infatti, circa 700mila validazioni all’anno (si pensi ad esempio a chi scende da un bus e con lo stesso ticket sale sul Minimetrò) non vengono monetizzate.

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