di Daniele Bovi
Uno spazio per raccontare al mondo, quello presente fino a ottobre all’Expo di Milano, ciò che l’Umbria può offrire. Mercoledì nello spazio dell’Associazione design industriale di via Bramante, una ex rimessa per carrozze che dal prossimo anno diventerà la sede che accoglierà il museo del Compasso d’oro (prestigioso premio assegnato dall’Associazione), la Regione Umbria ha presentato il proprio calendario di iniziative volto a promuovere, in questi mesi di Expo, tutte le realtà produttive più importanti dell’Umbria, e non solo. «Racconteremo al mondo – ha detto la presidente Catiuscia Marini – ciò che può offrire il nostro territorio, cercando di cogliere questa straordinaria occasione per sostenere, rafforzare e accompagnare le relazioni economiche del nostro mondo culturale e produttivo».
Spazio Adi Nello Spazio Adi si terranno incontri, seminari e presentazioni: dalla filiera dei droni alla chimica, dall’innovazione legata al cibo all’artigianato di qualità, dai corsi di cucina alla birra artigianale fino al design per la casa e al cachemire. Una bozza di calendario già c’è ma altri eventi si aggiungeranno nel corso delle prossime settimane. In sala ad ascoltare ci sono Cesare Romiti, ex numero uno di Fiat e ora presidente della Fondazione Italia Cina, due dei responsabili dei padiglioni cinesi (in tutto quattro) presenti all’Expo e quello della Bank of China di Milano. Rapporti fondamentali nell’ambito di un evento, Expo, dove è importante avere filo da tessere e reti da gettare.
Promozione «Qui – ha aggiunto Marini – si parlerà anche di produzioni innovative e di artigianato di qualità». Il tutto per un’Umbria «la cui economia deve essere rafforzata. Ad Expo – ha chiuso la presidente – vogliamo raccontare l’Umbria di oggi e promuovere quella del futuro e cioè la parte del nostro mondo produttivo altamente innovativo a disposizione delle aziende anche nel settore dell’agroalimentare». Lo Spazio Adi sarà dedicato anche alla cultura e infatti mercoledì a Milano si è parlato dei principali eventi della regione. Ospite d’onore è stato Umbria Jazz, che del Cuore verde è il brand più noto a livello culturale nel mondo, con tanto di concerto di due del jazzman italiani più noti, ovvero il trombettista Paolo Fresu e il pianista Danilo Rea. «Quarantadue anni fa – ha detto Renzo Arbore, presidente della Fondazione che organizza il festival – sembrava un qualcosa di velleitario, mentre ora rappresenta un’eccellenza a livello nazionale. Un festival che ha divulgato musica di qualità del mondo e promosso quella italiana».
Cultura «C’è na parte importante dell’Umbria – ha aggiunto Catiuscia Marini – che fa perno sulla cultura, e in questo contesto Umbria Jazz è sempre stata valorizzata e, positivamente utilizzata, per promuovere l’Umbria a livello nazionale e internazionale». A introdurre la serata è stato il numero uno di Adi, Luciano Galimberti: «L’incontro con la Regione Umbria – ha detto – che ha scelto il progetto Adi come leva strategica per raccontare al mondo il proprio territorio valorizza la capacità narrativa del designer italiano. Sono commosso di inaugurare con l’Umbria questo spazio che diventerà la casa del designer italiano».
Twitter @DanieleBovi
