di Ivano Porfiri
La nebbia sull’inverno umbro si va diradando. Finalmente. Il «mare bianco» a colmare le vallate, che ha scatenato fotografi professionisti e non e affascinato i turisti, per molti automobilisti si è tradotto in disagio, pericoli e incidenti. Per scoprire da cosa è stato originato il fenomeno, così persistente, e quanto durerà ancora, ci siamo rivolti al meteorologo Fabio Pauselli del portale Umbriameteo.com.
Nebbia: foto dei lettori 1 – 2
L’inverno di quest’anno sembra eccezionalmente mite e nebbioso. E’ effettivamente così?
«C’è da dire che l’inverno – siamo esattamente alla metà dal punto di vista metereologico – è effettivamente abbastanza mite rispetto alla media. Non molto a fondovalle, dove le nebbie hanno mantenuto temperature basse, ma in collina e montagna si sfiorano i 2 gradi in più rispetto alla media. Sulle nebbie, non erano così persistenti da diversi anni: io ricordo alcune annate di questo tipo tra fine anni ’80 e primi anni ’90. Rispetto a quegli inverni quest’anno è stato sia piovoso che nebbioso (le precipitazioni sono solo di poco sotto la media di dicembre-gennaio). Allora furono nebbiosi e basta».
A cosa si deve una nebbia così persistente?
«La spiegazione va cercata a livello emisferico e dipende dal Polo Nord: la circolazione polare quest’anno è stata più intensa del solito e, come una trottola, più il vortice è veloce, meno lascia scendere aria fredda verso il basso. Questo ha fatto sì che, in assenza di correnti da Nord, l’Europa restasse in balìa di correnti occidentali atlantiche, di per sé più umide e blande, e dell’anticiclone afro-mediterraneo».
La nebbia, dunque, non è un fenomeno esclusivamente italiano?
«No, diciamo che la regione mediterranea ha risentito maggiormente del fenomeno per l’umidità dovuta dal mare. Ma influisce anche l’orografia interna. L’Umbria, ad esempio, con il Trasimeno, il Tevere e altri corsi d’acqua è particolarmente favorevole alla formazione delle nebbie».
Sembra che ci sia aria ferma, è una percezione reale?
«Non proprio, nel senso che mancano le correnti da Nord, Nord-Est che, incanalandosi nelle vallate strette, giungono più forti. I venti da Ovest, invece, arrivano più blandi e anche perturbazioni come quella di oggi (martedì 14, ndr) portano una ventilazione scarsa».
Nei prossimi giorni, dunque, torneranno le nebbie?
«Da domani la perturbazione passerà, quindi torneranno le nebbie e sarà così fino a giovedì-venerdì. Da venerdì una perturbazione spinta dallo Scirocco non porterà freddo ma le nebbie dovrebbero sparire. Poi, per forza di cose, le cose cambieranno».
Cioè?
«Per il surriscaldamento dell’emisfero nord il vortice polare a gennaio perde intensità e l’aria fredda comincia a scendere a Sud. Nell’ultima decade di gennaio avremo un calo delle temperature di 2-3 gradi e nevicate che scenderanno a quota 1.000 metri. Poi dal 5 al 15 febbraio – fin dove arrivano le nostre proiezioni – avremo il freddo vero con nevicate a quote più basse».
E la nebbia?
«Nell’ultima decade di gennaio potrà esserci qualche giornata nebbiosa, ma compariranno le gelate e la nebbia verrà ‘ghiacciata’. Successivamente i venti da Nord non lasceranno più campo alla nebbia».
