I consiglieri regionali dell’Italia dei valori, Oliviero Dottorini e Paolo Brutti, hanno inviato a tutti i gruppi di maggioranza alla Regione Umbria il testo di una mozione per rivedere il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio e contemporaneamente appoggiare il ricorso alla Commissione europea, al fine di valutare se tutte le procedure tecniche del caso sono state rispettate.

Impatto insostenibile «L’impatto socio-economico sulle aree interessate – secondo i consiglieri dell’Idv – sarebbe insostenibile, con il rischio di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell’Umbria». Dottorini e Brutti chiedono che la Regione, «rompendo una tradizione consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati, non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale».

Grandissimo impatto Per i due consiglieri «il gasdotto Rete Adriatica è un’opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. Il tracciato, così come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all’economia dei paesi coinvolti dall’opera. Per questo chiediamo che la Giunta regionale segua l’esempio della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio e presenti subito il ricorso alla Commissione europea affinché tutte le normative del caso siano rispettate nella progettazione di un’opera di grande importanza».

Si riveda il progetto «Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d’acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico – aggiungono gli esponenti dell’Italia dei valori – nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce come mai la valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato senza prendere in considerazione l’intera opera che, va ricordato, attraverserà gran parte dell’Italia lungo la dorsale appenninica, un’area a rischio sismico e idrogeologico. A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici».

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