operai dipendenti Merloni corteo protesta con striscioni
Operai Merloni in protesta (foto F.Troccoli)

Della frenesia che ruota intorno a una vicenda tanto importante come quella della Merloni è testimonianza una querelle che si è innescata tra il Comitato dei lavoratori di Nocera Umbra e il portavoce della presidente Marini, Franco Arcuti. L’equivoco è nato intorno alle parole pronunciate dalla presidente ai lavoratori della Merloni e all’interpretazione che se ne è data. Umbria24.it ve le riporta fedelmente, non mancando di notare che ieri serpeggiava un certo pessimismo sul fatto che qualcuno presentasse offerte di acquisizione, pessimismo fortunatamente smentito dai fatti.

L’antefatto Origine del caso sono le dichiarazioni della presidente ieri al presidio della torre del Campanaccio. Ecco  le sue parole precise riportate dal comunicato ufficiale della Regione: «Il bando in scadenza oggi ci consentirà di capire se c’è un soggetto imprenditoriale, con un piano industriale serio e affidabile, che possa rilevare il gruppo Antonio Merloni. Se così non sarà, allora dobbiamo accelerare al massimo l’attuazione dell’accordo di programma che dovrà essere funzionale, lo voglio ribadire, a realizzare investimenti per altre attività produttive permanenti che salvaguardino gli interessi dei lavoratori di questo territorio e il loro posto di lavoro».

Lavoratori preoccupati Dopo quelle parole, ieri sera, a sorpresa, si è appreso delle manifestazioni di interesse di almeno due gruppi per l’acquisizione. Oggi il Comitato reagisce così: «All”indomani della scadenza dei bandi internazionali – scrivono – si è appreso che alcune manifestazioni di interesse si sono trasformate in proposte concrete, tutte però da valutare nella complessità dell’operazione». «Quello che ci preoccupa ulteriormente – proseguono – sono le parole della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, che proprio ieri ha dichiarato “ora si passa alla fase B”, dando per scontato un esito negativo di questa seconda riapertura dei bandi e condannando lo stabilimento di Nocera Umbra alla definitiva chiusura e successivo smantellamento». Il Comitato dei lavoratori, quindi «dice no a questa ipotesi e chiede che, nel caso in cui le proposte di interesse non siano più che valide, la Regione Umbria, congiuntamente alla Regione Marche, proceda al prolungamento o riapertura dei bandi, accompagnato da un impegno da parte delle istituzioni per far sì che lo stabilimento non sia ceduto per discontinuità. Tutto ciò infatti porterebbe a condizioni sociali ed economiche devastanti per un intero territorio con conseguenti ripercussioni per tutta la Regione».

La Marini precisa Per voce del suo portavoce Fraco Arcuti, poco fa è arrivata la precisazione sul detto e sul non detto. «Nessuno ha mai parlato di fase B – spiega Arcuti -, né la presidente ha dato per scontato che ci sarebbe stato un esito negativo del bando internazionale, anzi». Arcuti ha tenuto a specificare che «non si possono attribuire alla presidente Marini affermazioni che non ha mai reso. La presidente ieri – ha ricordato Arcuti – nell’incontro con i lavoratori, aveva ribadito che proprio la scadenza di ieri avrebbe consentito di capire se c’era un soggetto imprenditoriale con un piano industriale serio e affidabile per rilevare il gruppo Merloni. Qualora il bando non avesse dato e non dovesse dare esito (perché saranno i commissari a valutare la qualità delle manifestazioni di interesse presentate), solo in quel caso la presidente aveva assicurato ai lavoratori che comunque la Regione Umbria, insieme alla Regione Marche, avrebbe fatto seguito all’accordo di programma, al solo scopo di tutelare gli interessi dei lavoratori, il loro posto di lavoro e l’attività industriale nell’area di Nocera».

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