di Massimo Colonna

«La riorganizzazione comunale delle scuole primarie produrrà un inevitabile abbassamento della qualità e un aumento dei piatti di plastica, quindi di rifiuti». E poi: «Il decreto legge per le nuove assunzioni è già effettivo. Perché l’assessore aspetta che diventi norma?». Sono le critiche mosse rispettivamente da Gino Venturi, segretario provinciale della Uil, e da Andrea Fabbri, segretario regionale di Rinascita socialista, all’assessore Carla Riccardi, che nelle ultime ore ha spiegato la sua idea sulla contestatissima riforma dei servizi educativi per le scuole d’infanzia.

Risparmiare ancora Il sindacato parte dalla questione del risparmio. «Le rassicurazioni dell’assessore sulla non estensione della chiusura delle mense in loco – spiega Venturi – purtroppo per noi valgono meno di un fico secco. Come si fa a credere all’amministrazione quando con la decisione assunta improvvisamente sotto ferragosto è già venuta meno addirittura agli impegni ‘contrattuali’ solennemente presi con la Carta dei servizi ? Al contrario, la logica e la conoscenza dei meccanismi amministrativi inducono a ritenere non solo possibile ma molto probabile la chiusura di tutte le cucine in loco. Infatti nel momento in cui, come fa l’amministrazione, si rinuncia alla qualità del servizio per i bambini e al rispetto dell’ambiente rimane solo il principio del massimo risparmio. Un risparmio, sia ben chiaro, solo presunto. Se con la chiusura di cucine in quattro scuole si risparmiasse 10 si dovrà risparmiare, e sul piano amministrativo diventa addirittura un obbligo, 100 con la chiusura delle restanti cucine».

Questione ambientale Altra questione importante per la Uil quella ambientale. «Con la fine del cotto e mangiato si avrà anche la sostituzione dei piatti in ceramica con quelli di plastica con una maggiore produzione di rifiuti annua di 14 tonnellate di plastica da smaltire. Il calcolo deriva da un dossier sull’utilizzo dei piatti di plastica nelle mense scolastiche del Comune di Perugia realizzato da ‘Ideazioni Civiche’. Naturalmente riproporzionato alle quantità delle nostre mense. Del resto tutti i Comuni, grandi e piccoli, sostituiscono nelle mense scolastiche i piatti di plastica con quelli di coccio. Il Comune di Terni va quindi in controtendenza».

Assunzioni subito Altro nodo da sciogliere quello delle nuove assunzioni di maestre, visto che la riorganizzazione dei servizi si è resa necessaria anche per il pensionamento prossimo di tre insegnanti che secondo il Comune non potevano essere sostituite con nuove chiamate. Nel frattempo però è subentrato un decreto legislativo, come segnalato da Fabbri, che invece concede ai comuni questa possibilità. La Riccardi ha dichiarato di essere a conoscenza del decreto ma di dover aspettare che diventi norma. «Il provvedimento in questione – scrive lo stesso Fabbri in una lettera inviata martedì mattina alla giunta Di Girolamo – è già norma. Tale possibilità è disciplinata dal Decreto Legge n. 78 del 19 giugno 2015, articolo 4, comma 1 convertito in legge con la legge di conversione n. 125 del 6 agosto 2015 in Gazzetta ufficiale e dalle modifiche approvate con predetta legge di conversione (125/2015)».

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