Una mensa scolastica

di Daniele Bovi

Quasi 200 mila euro in più, per la precisione 160 mila. A tanto ammontano i maggiori incassi per Palazzo dei Priori grazie alla rimodulazione delle tariffe del servizio mense approvata lunedì. Un sistema secondo la giunta improntato a più equità grazie all’introduzione di otto fasce tarate sul reddito Isee. Nel 2017 il Comune stimava proventi per 1,860 milioni di euro mentre per il 2018 si parla di 2,020 milioni di euro. E a crescere sensibilmente è anche la percentuale di copertura dei costi dato che l’anno scorso era del 43,3 per cento mentre nel 2018 del 57,3 per cento; un incremento di 14 punti dovuto anche alla sensibile riduzione dei costi, che passano da 4,3 a 3,6 milioni di euro anche in seguito al nuovo appalto.

LE FASCE E LE TARIFFE

Fino a 85 euro In queste ore poi emerge il quadro completo delle tariffe. Quelle pubblicate martedì riguardano chi sceglie l’opzione colazione più pranzo, mentre per chi volesse aggiungere anche la merenda pomeridiana (possibile solo nelle scuole dell’infanzia) bisogna aggiungere dieci euro. Per chi invece volesse solo la colazione non si paga niente con un Isee da zero a 2mila euro, poi 10 euro fino a 10mila, 11 da 10 a 14mila, 12 fino a 18 mila, 13 da 18 a 22 mila, 14 da 22 a 26 mila e 15 oltre i 26 mila euro. Secondo la giunta l’articolazione attuale delle rette «determina un appiattimento di quella massima all’interno di una unica fascia», quella oltre i 6mila euro, ecco perché c’era bisogno di «un criterio di progressività».

Costi e sconti In più secondo gli uffici tecnici del Comune la retta media mensile (così come il costo medio a pasto, che era di 2,50 euro) risultava in assoluto la più bassa rispetto ad altre città simili. Confermato lo sconto del 25 per cento per il secondo figlio, come quello mini (un euro) per chi salda il conto anticipatamente attraverso addebito su conto corrente. Sempre allo scopo di contenere l’evasione sono previsti 20 euro in meno per chi paga in due soluzioni e un importo pari a una rata mensile per chi versa tutto in un’unica soluzione. Da ultimo, per assenze superiori ai 15 giorni effettivi c’è un taglio del 25 per cento. La revisione, che porta il costo medio del pasto a 1,75 euro per la fascia più bassa e 3,75 per quella più alta, dipende ovviamente da quanto sottolineato dalla Corte dei conti a novembre, tanto che una ridefinizione delle tariffe dei servizi a domanda individuale è tra gli impegni presi da Palazzo dei Priori nei confronti della magistratura contabile.

Le novità Nessun incremento ci sarà invece per nidi d’infanzia, sezione primavera, centri per bambini e bambine, trasporto scolastico, centri estivi e uso dei locali in orari extrascolastici. Proprio riguardo agli asili nido, a costi invariati (3,8 milioni di euro circa) i proventi stimati per il 2018 sono di 1,9 milioni di euro, 300 mila euro in più del 2017 tanto da portare la copertura al 50 percento (9 punti in più). Novità, cambiando settore e sempre in ossequio ai rilievi della Corte dei conti, ci sono invece per tutte le pratiche edilizie (dalle attestazioni di agibilità ai certificati, dai permessi di costruire alle autorizzazioni e così via) e in particolare per i diritti di segreteria. I prezzi erano fermi al 2010 e così sono stati rivalutati sulla base degli indici Istat, incrementandoli di oltre il 5 per cento.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.