I genitori lungo i corridoi di palazzo dei Priori (foto F.Troccoli)

di Fra. Mar.

«Una sporca vergogna». Non c’è spazio per i mezzi termini dopo quello che i genitori dei comitati mense delle scuole di Perugia definiscono «scandalo», ovvero l’approvazione della determina interna che ha dato il via all’esternalizzazione dell’approvvigionamento delle derrate alimentari per i bambini delle scuole.«Che fosse tutta una presa in giro – scrivono i genitori in una nota per la stampa -, si era già in sostanza capito, ma che si arrivasse al punto di offendere l’intelligenza dei genitori e alla totale mancanza di rispetto nei loro confronti, non lo avremmo mai immaginato». E i genitori non esitano a parlare di «grande tradimento».«Tradimento – scrivono – nei confronti dei genitori ma anche dei bambini, il futuro della nostra città».

Approvata mentre Wagué era in commissione «In una nuova seduta della IV Commissione Consiliare Permanente – raccontano -, a distanza di circa un mese dalla precedente, ancora una volta assenti ingiustificati i dirigenti, che beatamente si godono i loro premi produzione a fronte delle totali carenze istruttorie con cui, senza aggiornarsi su norme e giurisprudenza, liquidano burocraticamente vicende delicate come quella delle mense scolastiche, i genitori, che al contrario non si sono mai sottratti al confronto, hanno ancora una volta messo faccia e competenze dinanzi ai consiglieri per spiegare la bontà delle loro idee». E non gli va giù, che «proprio mentre i genitori rivolgevano l’accorato appello ai consiglieri di maggioranza e smentivano, per l’ennesima volta, le affermazioni non veritiere ribadite dall’assessore Waguè, nella stanza a fianco, in tutta tranquillità ed all’insaputa di tutti, la giunta approvava alla chetichella le linee di indirizzo per l’appalto, presentate proprio dallo stesso assessore, presente fino a cinque minuti prima in commissione a sostenere la collaborazione e la partecipazione dei genitori. E il bello, anzi il grottesco, della storia è che l’assessore dopo aver affermato in commissione, per la prima volta, che si sarebbe assunto la responsabilità politica della scelta, ad un certo punto, mentre i genitori parlavano, se ne è andato via dicendo che lo aspettavano in Giunta per dei provvedimenti da discutere. Ma si è ben guardato dal dire che mentre i genitori, invitati a parlare, esponevano le loro ragioni, e mentre i consiglieri tornavano a reclamare ancora una volta i dati chiesti ufficialmente in più occasioni e mai di fatto forniti né dai dirigenti né dall’assessore stesso, per approfondire il tema delle mense scolastiche prima che fosse presa qualsiasi decisione, lui, l’assessore Dramane Wagué, assessore con mandato anche alla partecipazione, ci avrebbe fatto le cose sotto il naso presentando in giunta per l’approvazione l’appalto con la totale esternalizzazione del servizio».

Frottole Le mamme e i papà dei comitati si dicono quindi «esterrefatti» dalle «frottole che ci vengono raccontate»,«le stesse – accusano i genitori – che vengono rigirate ai consiglieri di maggioranza che, più o meno consapevolmente, vi credono. Ci sentiamo svuotati dalla ipocrisia e mistificazione di certi comportamenti, che superano ogni immaginazione di una politica dilettantistica che non si pone minimamente dalla parte del cittadino ma contro. Contro il cittadino, contro i bambini e dalla parte dei colossi della ristorazione che traggono margine di guadagno dall’acquisto delle derrate. Quindi sta tutto qui il risparmio millantato dalla giunta Romizi, il taglio del cibo per i bambini».

Sindaco schiavo dei dirigenti? «E a questo punto – attaccano ancora i genitori – ci chiediamo se il sindaco Romizi, responsabile in prima persona di questa vergogna e con lui tutti i millantati consulenti di corridoio, lui che si era fatto garante delle istanze dei genitori, abbia o meno il potere di farsi sentire o se sia schiavo dei dirigenti (a cui l’anno scorso andavano bene le convenzioni) e di consulenti non noti che, con supponenza,evitano approfondimenti su proposte alternative e si limitano, senza troppo sudare, a lavarsene le mani affidando il tutto a colossi della ristorazione con buona pace della qualità e dei bambini. La soluzione più comoda è quella proposta di un appalto di un anno con potenziale rinnovo di un ulteriore anno. E non vi è alcuna prospettiva di commissione paritetica come in più occasioni promesso personalmente dal sindaco e giurato dall’assessore o accenno, al termine di tale periodo, ad una soluzione innovativa di partecipazione dei genitori rispetto al nuovo sistema totalmente esternalizzato, che di sperimentale non ha nulla. Il sistema è virato verso la completa esternalizzazione e non tornerà più indietro».

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La nota del PD In giornata, sulla questione delle mense era intervenuto anche il segretario comunale del PD di Perugia Francesco Maria Giacopetti. «Sui comitati mensa – ha scritto – la giunta ha perso un’occasione per dimostrare di essere davvero attenta alla città e ai suoi cittadini, in particolare alle esigenze di quelli più piccoli. Per mesi il sindaco Romizi e l’assessore Waguè hanno mimato una partecipazione sul tema, partecipazione che si è poi rivelata del tutto priva di un obiettivo concreto e condiviso, fatta solo per diluire le proteste dei genitori; un atteggiamento, questo, a dir poco offensivo nei confronti di chi da mesi è impegnato per immaginare un futuro rinnovato, efficace e in linea con le esigenze delle scuole, dei bambini e dell’amministrazione, per i comitati mensa, allo scopo di continuare a garantire a Perugia e ai suoi bambini un modello di refezione scolastica di qualità e a costi sostenibili. Con l’approvazione dell’esternalizzazione del servizio, fino ad oggi delegato alla buona volontà, alla competenza e alla qualità delle pratiche di decine e decine di genitori riuniti nei comitati mensa, la giunta Romizi dimostra tracotanza e sufficienza e sceglie di rinunciare a un’eccellenza, proprio nell’anno dell’Expo dedicato all’alimentazione. Finisce, così, l’illusione di una prospettiva civica e si apre in modo chiaro alla città l’immagine di una amministrazione senza idee e incapace di raccogliere consenso intorno a una visione. Come Pd ci prendiamo l’impegno – conclude Giacopetti – a ripristinare quanto prima la qualità dei servizi rivolti ai più piccoli, contrastando pratiche che hanno poco di buono e tutto di burocratico e lavorando per una partecipazione vera dei cittadini ai temi che riguardano il futuro di Perugia. E saremo, ovviamente, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, al fianco dei genitori dei comitati per sostenere con forza le forme di protesta che riterranno più opportuno adottare».

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