di Maurizio Troccoli
«Hanno provato a portare via un bambino alla mamma davanti alla scuola». Questo il messaggio vocale che, almeno dalla mattinata del 4 marzo, è rimbalzato nelle chat dei gruppi classe di mezza Umbria, da Foligno al Trasimeno, riuscendo nel giro di poche ore a mettere in allerta intere comunità e naturalmente anche carabinieri e polizia, che hanno subito avviato una serie di accertamenti. Nonostante le autorità si muovano da oltre 24 ore né risulta che genitori si siano presentati in caserma o in commissariato per denunciare il tentativo di rapimento del proprio figlio. Giovedì mattina in caserma è stata chiamata anche una dirigente scolastica di Foligno, ma ad ora quel vocale viene considerato una mega “bufala” come non se ne vedevano dai tempi del terremoto del 2016 e dalle prime fasi del Covid.
La vicenda, però, non sembra destinata a essere archiviata come tale. Nel bailamme scatenato dalla presenza di un presunto rapitore di bambini si inseriscono anche mamme e papà improvvisamente diventati detective. E così cominciano anche a circolare una serie di immagini, sia foto che video, che ritraggono un uomo con occhiali da sole neri e cappellino in testa muoversi nel centro di Foligno, peraltro vicino a una scuola. Senza un particolare motivo il suo comportamento viene giudicato sospetto dai genitori investigatori e tra le foto inoltrate compare anche quella che dovrebbe essere la sua auto, con tanto di targa leggibile. Neanche 24 ore e sui social è costretto a intervenire il figlio dell’uomo delle fotografie, spiegando dettagliatamente perché suo padre si trovasse davanti alla scuola e naturalmente promettendo iniziative legali a tutela della famiglia «per eventi totalmente inventati».
Sarà da capire, poi, se le autorità decideranno di procedere anche per procurato allarme ed eventualmente nei confronti di chi. Al di là delle esasperazioni dei genitori detective, alcuni dei quali hanno perfino ripreso l’uomo con gli occhiali da sole e cappello “giocando” con gli specchi laterali delle auto, neanche fossero agenti del Mossad, è chiaro che il vocale in cui si racconta la mega “bufala” del tentato rapimento aveva lo scopo di far alzare il livello di guardia alle mamme e ai papà intorno ai propri figli, ma ha generato inevitabilmente il caos.
Ma quale può essere l’origine di una “bufala” di simili proporzioni? Stando a una prima ipotesi, che ovviamente resta in fase di verifica, a innescare l’incredibile caso insistente potrebbe essere stato un episodio familiare, che si sarebbe verificato nei giorni scorsi davanti a una scuola, sembrerebbe sempre di Foligno, dove due genitori separati si sarebbero contesi il proprio figlio; vicenda, questa, con cui naturalmente l’uomo con cappellino e occhiali da sole non ha nulla a che fare. A pesare, poi, c’è anche l’allarme scattato soprattutto in Lombardia dove, 20 giorni fa, in un supermercato di Bergamo, un 37enne ha tentato di sottrarre una bimba di 18 mesi alla mamma, rischiando in linciaggio e poi finendo in carcere. La scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza del supermercato e ha fatto il giro del mondo.
