Vera Baboun, il primo sindaco donna di una città palestinese, Betlemme, è stata ricevuta dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Ad accompagnarla padre Ibrahim Faltas, vice presidente della Fondazione Giovanni Paolo II di Betlemme, e Maurizio Oliviero, amministratore dell’Adisu.
Terre amiche Catiuscia Marini ha rinnovato personalmente al sindaco di Betlemme gli auguri per l’elezione a primo cittadino, manifestandole anche il suo orgoglio «perché una donna guida l’amministrazione comunale di una città cui l’Umbria è particolarmente legata». Nel corso del colloquio, la presidente Marini ha ricordato i numerosi progetti di cooperazione internazionale che vedono impegnata l’Umbria nei territori palestinesi, compresa la stessa Betlemme, e ha informato il sindaco Baboun della recente decisione del ministero degli Esteri di avviare una nuova fase dell’azione di cooperazione con la Palestina.
Ali della colomba Marini ha quindi ricordato il progetto di cooperazione internazionale “Ali della colomba” di cui la Regione Umbria è capofila, un programma di sostegno alle municipalità palestinesi con risorse anche di Banca Mondiale, Unione Europea e altri donatori. L’obiettivo principale del programma è quello di migliorare le condizioni di vita del popolo palestinese nei Governatorati di Gerusalemme, Betlemme, Hebron, Khan Younis e nell’area di Gerusalemme Est, contribuendo alla ricostruzione di un sistema democratico e decentralizzato che incoraggi il coinvolgimento della popolazione nei processi decisionali e che sia in grado di garantire i servizi di base alle comunità locali, promuovendo piani di sviluppo adeguati.
Fase delicata La signora Baboun ha a sua volta espresso la profonda gratitudine per la grande attenzione che l’Italia e l’Umbria per la sua terra e per la sua città: «per la nostra comunità – ha affermato il sindaco di Betlemme – è di fondamentale importanza che si continui e rafforzi il processo di cooperazione, soprattutto in una fase molto delicata per la convivenza pacifica tra palestinesi ed israeliani».
