Non mancano le motivazioni da parte del mondo dei media per fare incavolare la tweetstar Matteo Grandi, il perugino tra gli invitati privilegiati al matrimonio dell’anno tra il cantante Federico Fedez e la fashion blogger Chiara Ferragni. E’ nota la sua amicizia con lo sposo a cui è legato anche dal punto di vista professionale, essendo un suo stretto collaboratore per tutto quello che riguarda la comunicazione. Matteo Grandi è lì, in Sicilia, a Noto, nella tenuta ottocentesca off limits, in questo matrimonio da 20 milioni di follower. Occhi del mondo puntati su ogni istante di questo appuntamento che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro e consumato tasti e tastiere di smartphone, tablet e computer e lo sa bene, Matteo Grandi, il cui scatto è schizzato nella rete, molto più di quelli di fotografi professionisti. Sarà la potenza social del suo profilo, sarà la magia dello scatto, in breve tempo quell’immagine non è soltanto sulle pagine social di migliaia di curiosi, ma sulle pagine di noti giornali. Quanto basta per fare incavolare la star dei tweet.
Il post «Mi fa piacere – scrive in un post Matteo Grandi – che questo mio scatto sia diventato virale. Quando ho immortalato l’immagine ero soltanto uno fra i tanti smartphone (per tacere dei fotografi veri e propri) puntati su Chiara e Federico, ma, si sa, le dinamiche del web a volte sono imperscrutabili». Insomma non basta lo scatto per macinare click. Ci vuole anche il binario giusto per farlo viaggiare. E quindi: «Sono contento che per molti questa foto sia diventata un simbolo della festa, anzi della favola. Siti web e testate online l’hanno ripresa e rilanciata a oltranza. D’altronde, pubblicare una cosa sui social significa condividerla. Quindi bene così. Meno bene che alcune testate non abbiano avuto la minima cura di citare l’autore dello scatto. Mentre siti meno noti hanno correttamente riferito che si trattava di una mia foto, testate ‘di grido’ (da Vanity Fair a Verissimo) si sono ben guardate dall’attribuirmi la paternità dell’immagine». Grandi continua precisando: «Questa non vuole essere una polemica (mi sono divertito, ho fatto foto per gioco, le ho pubblicate su Instagram e il fatto che le abbiamo viste in tanti mi fa ovviamente piacere); vuole soltanto essere una riflessione (un po’ amara) su come per molti giornalisti il rapporto con la rete sia ancora una montagna da scalare. La condivisione di un contenuto online non presuppone ‘prendi e porta a casa spacciandolo per tuo’, significa ‘prendi pure, ma ricordati di citare la fonte o l’autore’. Si chiama deontologia, ma se non l’avete studiata amici giornalisti, bastarebbe usare il buon senso. Viva gli Sposi!!»
