«Ciò che deve cambiare in Umbria è il ruolo dell’Università, che deve essere in grado non solo di attrarre talenti e formarli, ma anche di trattenerli sul territorio, offrendo loro opportunità e una visione del futuro». A dirlo è Carlo Battistelli, trentenne perugino ma già responsabile marketing di Amazon Italia. Battistelli venerdì pomeriggio a Perugia ha partecipato insieme ad altri ospiti al dibattito «Figura di nerd», organizzato a Officine Fratti dal Comune di Perugia nell’ambito della Festa della Rete che si concluderà domenica. Oltre al manager di Amazon hanno partecipato all’appuntamento l’assessore Michele Fioroni, Mauro Ferraresi (docente di Sociologia della comunicazione presso allo Iulm di Milano), Letizia Giottoli, (anche lei perugina, oggi direttore operativo di Connexia, agenzia di marketing e comunicazione), Roberto Leonardi (segretario generale Fondazione Fits) e Alessio Lucattelli, fondatore della start up San Papier, entrambi perugini.
Il talento A moderare il panel, che sostanzialmente ha avuto al centro il tema del talento, è stato Marco Mazzoni, professore di Sociologia della comunicazione all’Università di Perugia. «Una città che si apre – ha detto Battistelli – che sa cogliere le opportunità della digitalizzazione». Anche per Letizia Giottoli il punto focale è che troppo spesso i giovani perugini o quelli che si sono formati a Perugia se ne vanno a cercare fuori opportunità che in città non ci sono. «È fondamentale – ha detto – che un tessuto cittadino abbia la capacità di creare risorse. Del resto, ognuno di noi ha un talento, che altro non è che il modo con cui noi stessi ci rapportiamo al contesto ed è necessario che questo contesto ci aiuti a sviluppare il talento, tassello dopo tassello. La tecnologia è indispensabile, perché ci permette di confrontarci con il resto del mondo velocemente». Nel corso del panel è stato sottolineato da più parti che il talento è «bisogno, opportunità, capacità ed entusiasmo. Ma il talento è anche il coraggio di uscire dalla propria “comfort zone”, è avere una visione, riconoscere la propria vocazione e perseguirla con impegno. Il talento è, dunque, una sfida all’ovvio. È fantasia, diversità e velocità».
Città del futuro Per crescere però questo il talento ha bisogno di «essere coltivato, stimolato, di essere connesso, di opportunità tecnologiche oggi indispensabili. Per questo, i territori devono essere sfidanti, in grado di stimolare le ambizioni. Le città devono essere una fucina di opportunità e di capacità che facilitano le idee, nella quale i talenti hanno possibilità di azione». Proprio intorno al ruolo delle città del futuro si è concentrato Fioroni: «Non saranno più valutate – ha detto – secondo i tradizionali parametri economici, ma dalla loro capacità di essere sfidanti, dalla capacità di produrre brevetti, spin off universitari o dal numero di start up aperte ogni anno, così come da una nuova concezione dei luoghi».
I luoghi «Ecco perché – ha continuato – il nostro compito e la nostra volontà, come amministrazione, è quello di creare un ecosistema urbano in cui siano abbattute le barriere di accesso alle tecnologie, siano stimolate le idee imprenditoriali dei giovani, in cui i giovani stessi abbiano l’opportunità di accedere al capitale e di esprimersi in questo territorio. Vogliamo rendere Perugia un luogo delle opportunità». Fioroni in questo contesto ha parlato del ruolo di Officine Frattino, «uno dei nuovi luoghi di opportunità della città, come lo sarà il coworking di Fontivegge che prenderà il via a dicembre, così come lo sarà il nuovo e innovativo Centro per la Grafica avanzata che vedrà la luce sempre a Fontivegge, facendo del quartiere un luogo deputato alla creatività e ai giovani talenti».
