L'ospedale da campo

di Daniele Bovi

A 11 mesi dalla presentazione e dopo molte polemiche, entrerà in funzione mercoledì l’ospedale da campo montato in uno dei parcheggi del Santa Maria di Perugia. Il compito svolto dalla struttura voluta dalla Regione – e finanziata con tre milioni di euro da Bankitalia – sarà però in parte diverso da quello immaginato. A fare il punto martedì sono stati i vertici dell’Azienda ospedaliera, che hanno annunciato ufficialmente quanto trapelato ufficiosamente da alcuni giorni: da mercoledì alle 11, in pratica, i tendoni diventeranno una struttura fortemente interconnessa al pronto soccorso.

CORTE DEI CONTI: «È TOTALMENTE INUTILIZZATO»

Obi da 22 posti L’ospedale da campo infatti accoglierà fino a 22 pazienti con contagio accertato o sospetto; persone che prima sarebbero state collocate all’Obi, il reparto di Osservazione breve intensiva. Il che, anche se l’ingresso delle persone avverrà sempre dal pronto soccorso, permetterà di separare in modo più netto il percorso ‘sporco’ – dedicato ai pazienti contagiati – da quello pulito. «Per superare i limiti strutturali – ha detto il direttore – sarebbero serviti dei lavori impensabili in questa fase». La struttura sarà sotto la responsabilità del dottor Paolo Groff, direttore del pronto soccorso, e potrà contare su sette medici, mentre al pronto soccorso ‘normale’ ne rimarranno 13 più quattro chirurghi di supporto. «Si tratta di un impegno importante – ha detto Groff – anche dal punto di vista tecnico, ma siamo arrivati ad avere una buona preparazione così da partire in modo sereno».

TUTTO SULL’OSPEDALE DA CAMPO

Il piano In particolare 10 posti per acuti saranno in un solo modulo, 12 di subintensiva in due moduli mentre gli ultimi due, ognuno dei quali ospita quattro terapie intensive, entrerà in funzione solo in caso di necessità. Giannico ha spiegato che saranno attivate «solo in una eventuale recrudescenza della pandemia; finché ci sarà posto, tratteremo i pazienti dentro le mura». E a proposito di spazi, al momento ci sono 11 posti di terapia intensiva liberi su 32 dedicati complessivamente all’emergenza («incrementabili immediatamente fino a 39»), mentre sei su 134 sono i letti vuoti per la degenza Covid ordinaria, se mai qualcosa di ordinario può esserci in questa emergenza. Come previsto dal piano di salvaguardia, otto posti di terapia intensiva sono stati allestiti nelle sale del blocco operatorio «Trancanelli», il che comporta una serie di vantaggi dal punto di vista delle attrezzature e del personale, visto che le sale si trovano accanto al reparto di terapia intensiva.

FOTO: VIAGGIO DENTRO LE NUOVE TERAPIE INTENSIVE

«Rispettatta la destinazione» Polemiche ci sono state nel corso delle settimane per lo spostamento di letti e attrezzature dall’ospedale da campo al blocco operatorio: «A differenza di quando li abbiamo allestiti a novembre nel “Trancanelli” – ha spiegato Giannico – ora avevamo a disposizioni letti migliori, con sbarre, e tecnologia avanzata. Ecco perché li abbiamo spostati: non c’è stata alcuna sottrazione e abbiamo rispettato la destinazione d’uso». E sulla possibilità che l’intero pronto soccorso venga spostato all’interno dell’ospedale (in programma ci sarebbero dei lavori relativi al famoso piano da 25 milioni varato mesi fa), Giannico è stato cauto: «Vedremo se saranno compatibili con la pandemia. Di sicuro per lo spostamento servirebbe il via libera di Regione e Banca d’Italia, dato che in parte cambierebbe la destinazione d’uso».

SOSTA SELVAGGIA ALL’OSPEDALE, NUOVE REGOLE DA LUGLIO

Ritardi e responsabilità Più in generale, il direttore ha voluto mettere qualche punto fermo a proposito di ritardi e responsabilità, sottolineando che la collocazione al Santa Maria della struttura è stata decisa a fine novembre e che la consegna è datata 6 febbraio: «Altri temi – ha detto – relativi a costi, tempi e forniture riguardano pratiche non gestite da noi. E smentisco totalmente che non sia in linea con le indicazioni di Bankitalia: curiamo pazienti Covid come previsto dalla destinazione d’uso». Qualche novità positiva c’è per quanto riguarda il personale: oltre all’assenza di nuovi cluster dentro l’ospedale, sono 16 sui 135 contagiati tra gennaio e febbraio i dipendenti ancora non in servizio; il 90%, inoltre, ha ricevuto la seconda dose del vaccino ed è iniziata la campagna di immunizzazione (con AstraZeneca) per il personale amministrativo e per quello delle ditte esterne.

RIPRESE LE ATTIVITÀ AMBULATORIALI: IL PIANO

Personale A breve poi sono attese novità su un punto chiave come l’arruolamento degli anestesisti: otto in tutto arriveranno nel giro di due mesi così da poter ripristinare l’organico. Un flop invece, almeno per quanto riguarda il Santa Maria, si è rivelato il bando della protezione civile al quale avevano risposto 496 sanitari che si erano detti disponibili a dare una mano fino al 31 marzo: tra la quarantina di profili selezionati dall’ospedale, al momento hanno risposto due infermieri e due oss. Fino al termine della settimana invece rimarranno i sanitari arrivati dalla Lombardia, che hanno dato una mano in particolare per quanto riguarda lo scambio di esperienze professionali. Sette invece (cinque medici e due infermieri) le figure assicurate dal Comando operativo interforze, che potrebbero essere utilizzate anche per le vaccinazioni.

Nuovo modello Nel frattempo, l’Azienda sta modellando un piano per arrivare a gestire, in caso dovessero attivarsi e saturarsi tutte le strutture, più posti letto con lo stesso organico: per gli anestesisti il rapporto passerebbe da uno ogni quattro posti letto a uno ogni dieci (con inevitabile riduzione drastica di altre prestazioni come gli interventi), per gli infermieri dall’ottimale uno ogni due si passerebbe a uno ogni cinque o sei posti letto: «Sulla parte infermieristica – ha assicurato Giannico – c’è una ragionevole copertura, ma è chiaro che la sfida futura è quella dell’arruolamento degli anestesisti, difficili da trovare».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.