Matteo Liviero

di Ivano Porfiri

«Come stanno Alessandro e Nino?». Sono le prime parole che Matteo Liviero, 19enne giocatore del Perugia ma di proprietà Juve, ha rivolto a chi andava a visitarlo il giorno dopo il ricovero per il trauma in zona renale che rischia di fargli subire un intervento chirurgico. Prima che alle sue condizioni, per ora stazionarie, Liviero si è preoccupato dei due ragazzi malati di leucemia che è andato a visitare due settimane fa al Residence Chianelli per consegnare loro una maglia del Perugia.

Dedica della Juve Basta questo a far capire chi sia Matteo Liviero e quanto spontanei siano i gesti di affetto e solidarietà che gli sono arrivati dal mondo dello sport ma non solo. A cominciare dalle parole di Claudio Filippi, assistente di Massimo Carrera, subito dopo la vittoria per 4-1 contro la Roma: «La squadra – ha detto – aveva piacere di dedicare questa vittoria ad un ragazzo, che si chiama Liviero, un ragazzo che ha fatto parte della Primavera fino allo scorso anno e che quest’anno è in prestito al Perugia: ha avuto un grave incidente e tutti i ragazzi sono rimasti colpiti da questa notizia; dopo una pronta guarigione lo aspettano a Torino per un saluto caro, perché è un ragazzo che ha condiviso con noi tante cose negli scorsi anni e anche quest’anno nel ritiro». Anche la Primavera, dove Liviero ha militato fino a pochi mesi fa, ha fatto sentire la sua vicinanza.

Le condizioni di Liviero Prima di passare alle altre visite ricevute da Liviero è bene fare il punto sulle sue condizioni: ricoverato all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia per una lesione traumatica alle regione renale destra riportato in uno scontro in campo con Antonio Buscé, durante Perugia-Pisa. Le sue condizioni sono considerate stazionarie, dopo una notte abbastanza tranquilla: nei prossimi giorni si valuterà se sarà necessario un intervento chirurgico per ridurre il versamento che ha nella zona renale.

Grazie a tutti Liviero ha espresso domenica mattina riconoscenza a tutto il personale sanitario che lo ha preso in cura. Le terapie dovranno continuare per alcuni giorni nella Struttura Complessa di Urologia, diretta dal prof. Massimo Porena, dov’é ricoverato.

Lo scontro con Buscè Liviero si è accorto subito di aver preso una «bella botta», ma come avviene spesso non l’ha considerata grave, giocando altri 30 minuti. Sullo scontro con Buscè, Liviero lo ha definito – parlando con l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera – «assolutamente casuale, fortuito, come ce ne sono tanti». Lo stesso Buscè, ma anche il capitano del Pisa Favasuli lo hanno chiamato per sincerarsi delle sue condizioni.

La famiglia accanto Il giocatore si è sentito male quando, tornato a casa, ha provato a sedersi per mangiare, avvertendo un dolore fortissimo al rene destro. «Ho continuato a giocare per oltre mezz’ora – ha spiegato – poi una volta a casa sono quasi svenuto. Ho chiamato il medico ed il team manager del Perugia, che abita nella stessa mia palazzina, e mi hanno subito accompagnato all’ospedale». Dopo il ricovero, il padre Michele si è subito messo in macchina nella notte, guidando per 3 ore e mezza per stargli vicino. Così come vicini gli sono la mamma Emma e il fratellino di 15 anni.

Città e squadra vicini Domenica hanno fatto visita al giocatore i due comproprietari del Perugia Calcio, Santopadre e Moneti, e il direttore sportivo Arcipreti, oltre all’assessore allo Sport di Perugia, Ilio Liberati (nessun altro, a parte la famiglia, per consentire tranquillità al ragazzo). «Sono stato sia ieri (sabato, ndr) che oggi (domenica, ndr) – ha detto Liberati – e ho parlato con il ragazzo, siamo tutti con lui. Ho rappresentato la vicinanza e la solidarietà dell’amministrazione comunale e dell’intera città, rassicurandolo sulla eccellenza sanitaria della struttura che lo ha in cura».

Con noi in B Anche la dirigenza non ha mancato di testimoniare l’affetto a Matteo, come spiega papà Michele: «Ha fatto grande piacere a mio figlio sentirsi dire da Santopadre: ‘Matteo ti prometto la serie B con te protagonista in campo con noi, il tuo infortunio ci deve dare più carica’».

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